Paesaggi che cambiano guarda a Venezia e alla laguna con cinque titoli che offrono prospettive diverse su luoghi che sono fra i più noti, ammirati, visitati, fotografati del mondo.
Dal racconto in presa diretta dell’acqua “granda” del 2019 (La città delle sirene), dalla ricerca del sentimento autentico di una città troppo spesso vissuta e consumata come un luna park (Sei Venezia), dalla rappresentazione visionaria, dalla parte degli adolescenti, di un paesaggio solo apparentemente immobile e senza tempo, preda del degrado dell’ambiente e delle relazioni (Atlantide) e, per finire, dallo scenario post-apocalittico che incombe come un futuro possibile anche in questi paesaggi familiari (La terra dei figli), accanto alla loro bellezza emerge prepotentemente la fragilità di questi luoghi, avamposti di prossimità di una crisi planetaria che richiede tutte le nostre energie per essere, almeno in parte, ricomposta.
Per esempio, immaginando nuovi modelli di coesistenza degli esseri viventi, possibili solo con la rinuncia definitiva al punto di vista esclusivamente antropocentrico, e sperimentando in questi luoghi le straordinarie opportunità offerte dal dialogo tra visione artistica, consapevolezza ecologica, cura e progetto del paesaggio e dei luoghi (Intertidal. Barene). (S.Z.)
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