ore 21
Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili
Il nuovo ciclo della rassegna cinematografica, Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton, a cura di Simonetta Zanon, prende avvio con la proiezione del film Una cosa vicina di Loris G. Nese, vincitore del premio speciale Paesaggi che cambiano della Fondazione Benetton all’Edera Film Festival 2026.
Alla serata, in programma al cinema Edera di Treviso, intervengono Loris G. Nese, Chiara Marotta (produttrice e autrice del montaggio), Raffaele Lazzaroni (esperto di cinema, Edera Film Festival).
Negli anni ’90 un bambino cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome pesa come un marchio in città, ha l’impressione di rivedere la propria vita nei film gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita. È proprio attraverso il cinema che, ormai adulto, comincia a interrogarsi sul passato, a ricostruire la propria identità. Trasformare la sua storia in un film diventa l’unico modo per affrontare un’eredità ingombrante, e colmare un vuoto che lo accompagna da sempre.
Loris G. Nese è regista, sceneggiatore, animatore, direttore della fotografia, cofondatore della società di produzione Lapazio Film. Laureato in Cinema a Bologna, crea racconti ibridi che attraversano fiction, animazione e narrazione documentaria. Tutti i suoi cortometraggi hanno ricevuto riconoscimenti a livello internazionale: nel 2018 Quelle brutte cose è premiato alla Settimana della Critica di Venezia e selezionato al Sundance. Due anni dopo Malumore è premiato a Torino, DOK Leipzig, Krakow, selezionato a Annecy Animation FF, Atlanta, Slamdance, Belfort Entrevues. Nel 2021 Il turno è in concorso nella sezione Orizzonti di Venezia e al Palm Springs International ShortFest. Nello stesso anno lavora alla fotografia e alle animazioni del lungometraggio di Chiara Marotta Il momento di passaggio, presentato all’IDFA. Nel 2023 Z.O. è premiato a Locarno, Brooklyn FF, in concorso ad Alice nella città (Festa del Cinema di Roma) e Cinemed di Montpellier. Il suo lungometraggio documentario Una cosa vicina viene selezionato alla 82. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori. Attualmente è impegnato nello sviluppo di un film selezionato dal Torino Film Lab e da Biennale College.
Motivazione del premio speciale Paesaggi che cambiano della Fondazione Benetton all’Edera Film Festival 2026
Mescolando abilmente documentario, finzione e animazione, e attingendo a materiali d’archivio e filmini amatoriali di famiglia, l’autore decostruisce e riassembla in modo originale pezzi di una storia familiare difficile e dolorosa, nel tentativo di ricostruire e capire gli eventi che hanno segnato profondamente e per sempre chi è rimasto.
Un percorso difficile che nasce dai quei luoghi che, a partire dall’ambiente/microcosmo domestico, assumono un significato ben diverso alla luce delle scoperte fatte da adulto. Così come il quartiere di periferia in cui è nato e cresciuto (la Z.O. del suo precedente cortometraggio), la città, e perfino le mete dei viaggi di famiglia, tutti luoghi della memoria che sono gli elementi chiave del racconto dai quali, inevitabilmente, iniziare, in un continuo rimando tra la topografia pubblica e quella privata, per “raccontare la confusione che caratterizza una vita trascorsa tra dubbi sul proprio passato, che si insinuano sottopelle nell’interpretazione del mondo”.
Un film sperimentale, intenso e a tratti disturbante ma estremamente sincero e coraggioso, che ha preso forma anche grazie a scelte stilistiche decisamente notevoli (impossibile non citare qui il montaggio di Chiara Marotta) che lo rendono meritevole di questo riconoscimento, di quelli che ha già ricevuto e dei molti altri che gli auguriamo per il futuro.


ore 21
Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili
Il nuovo ciclo della rassegna cinematografica, Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton, a cura di Simonetta Zanon, prende avvio con la proiezione del film Una cosa vicina di Loris G. Nese, vincitore del premio speciale Paesaggi che cambiano della Fondazione Benetton all’Edera Film Festival 2026.
Alla serata, in programma al cinema Edera di Treviso, intervengono Loris G. Nese, Chiara Marotta (produttrice e autrice del montaggio), Raffaele Lazzaroni (esperto di cinema, Edera Film Festival).
Negli anni ’90 un bambino cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome pesa come un marchio in città, ha l’impressione di rivedere la propria vita nei film gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita. È proprio attraverso il cinema che, ormai adulto, comincia a interrogarsi sul passato, a ricostruire la propria identità. Trasformare la sua storia in un film diventa l’unico modo per affrontare un’eredità ingombrante, e colmare un vuoto che lo accompagna da sempre.
Loris G. Nese è regista, sceneggiatore, animatore, direttore della fotografia, cofondatore della società di produzione Lapazio Film. Laureato in Cinema a Bologna, crea racconti ibridi che attraversano fiction, animazione e narrazione documentaria. Tutti i suoi cortometraggi hanno ricevuto riconoscimenti a livello internazionale: nel 2018 Quelle brutte cose è premiato alla Settimana della Critica di Venezia e selezionato al Sundance. Due anni dopo Malumore è premiato a Torino, DOK Leipzig, Krakow, selezionato a Annecy Animation FF, Atlanta, Slamdance, Belfort Entrevues. Nel 2021 Il turno è in concorso nella sezione Orizzonti di Venezia e al Palm Springs International ShortFest. Nello stesso anno lavora alla fotografia e alle animazioni del lungometraggio di Chiara Marotta Il momento di passaggio, presentato all’IDFA. Nel 2023 Z.O. è premiato a Locarno, Brooklyn FF, in concorso ad Alice nella città (Festa del Cinema di Roma) e Cinemed di Montpellier. Il suo lungometraggio documentario Una cosa vicina viene selezionato alla 82. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori. Attualmente è impegnato nello sviluppo di un film selezionato dal Torino Film Lab e da Biennale College.
Motivazione del premio speciale Paesaggi che cambiano della Fondazione Benetton all’Edera Film Festival 2026
Mescolando abilmente documentario, finzione e animazione, e attingendo a materiali d’archivio e filmini amatoriali di famiglia, l’autore decostruisce e riassembla in modo originale pezzi di una storia familiare difficile e dolorosa, nel tentativo di ricostruire e capire gli eventi che hanno segnato profondamente e per sempre chi è rimasto.
Un percorso difficile che nasce dai quei luoghi che, a partire dall’ambiente/microcosmo domestico, assumono un significato ben diverso alla luce delle scoperte fatte da adulto. Così come il quartiere di periferia in cui è nato e cresciuto (la Z.O. del suo precedente cortometraggio), la città, e perfino le mete dei viaggi di famiglia, tutti luoghi della memoria che sono gli elementi chiave del racconto dai quali, inevitabilmente, iniziare, in un continuo rimando tra la topografia pubblica e quella privata, per “raccontare la confusione che caratterizza una vita trascorsa tra dubbi sul proprio passato, che si insinuano sottopelle nell’interpretazione del mondo”.
Un film sperimentale, intenso e a tratti disturbante ma estremamente sincero e coraggioso, che ha preso forma anche grazie a scelte stilistiche decisamente notevoli (impossibile non citare qui il montaggio di Chiara Marotta) che lo rendono meritevole di questo riconoscimento, di quelli che ha già ricevuto e dei molti altri che gli auguriamo per il futuro.