ore 20.30
Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili
Verranno riconosciuti i crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori.
La rassegna cinematografica, Paesaggi che cambiano, si conclude con la proiezione di un documentario inedito Lungo il fiume. Com’era il Sile nel 1949 di Giuseppe Mestriner (1949), e un video racconto: Nuove ecologie e archeologia della navigazione. Un workshop di progettazione del paesaggio lungo il fiume Sile di Marco Zuin (2026).
Intervengono Marisa Mestriner, Alessio Barbazza (critico e giornalista cinematografico), Alessandro Casellato (professore di Storia contemporanea all’Università Ca’ Foscari), Luigi Latini (direttore della Fondazione Benetton), Francesco Vallerani (geografo), Marco Zuin (autore e regista di cinema documentario).
Lungo il fiume. Com’era il Sile nel 1949
di Giuseppe Mestriner (1949, 18’)
Un documentario inedito, tratto dall’archivio del fotografo trevigiano Giuseppe Mestriner (1917-1994), per sei anni operatore cinematografico presso il Centro di cinematografia del Genio Militare di Roma. Le riprese, girate lungo l’intero corso del fiume nell’ambito della sua attività di fondatore e gestore dello storico negozio “La Foto Cine Ottica” di Treviso, raccontano com’era il Sile prima delle trasformazioni intervenute a partire dal dopoguerra fino ai nostri giorni; di questo paesaggio, tanto amato e vissuto, allora come oggi, testimoniano non solo la bellezza ma anche il ruolo fondamentale rispetto all’economia e alla civiltà del lavoro. Il tema prevalente dell’opera, infatti, riguarda le varie attività lavorative che allora si svolgevano lungo tutto il suo percorso, quasi a voler sottolineare la peculiare vocazione manifatturiera e produttiva del bacino idrografico del fiume simbolo del territorio trevigiano, e documenta lo stretto rapporto che le popolazioni rivierasche avevano allora con il fiume.
Le preziose immagini di Giuseppe Mestriner invitano a osservare il paesaggio e ad agire nei luoghi considerandoli non solo come spazi disponibili a usi e riusi ma anche come archivi viventi di memorie collettive dalle quali partire per pensare il futuro dei paesaggi e di chi li abita.
Nuove ecologie e archeologia della navigazione.
Un workshop di progettazione del paesaggio lungo il fiume Sile
di Marco Zuin (2026, ca 10’)
Il video racconto di un’esperienza di progettazione dedicata al tratto del Sile caratterizzato dalla presenza dell’area “archeologica” conosciuta come il cimitero dei burci e, sulla sponda opposta, di un paesaggio industriale in parte abbandonato nelle cui rovine si vanno sviluppando nuovi ecosistemi selvatici che avvolgono anche i resti tuttora visibili dei vecchi barconi semisommersi.
L’esperienza intensa e condivisa del workshop richiama il senso dell’esplorazione, dell’osservazione e della rappresentazione di luoghi emblematici dell’epoca che viviamo e del loro dinamismo. Ambienti che non sono soltanto spazi disponibili per il tempo libero, nemmeno teatri della memoria o spazi in attesa di processi di sostituzione ma che rappresentano, invece, occasioni di sperimentazioni progettuali rivolte al futuro.
Il breve montaggio documenta le fasi principali, le attività e le emozioni vissute in quattro giorni di lavoro di gruppo.


ore 20.30
Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili
Verranno riconosciuti i crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori.
La rassegna cinematografica, Paesaggi che cambiano, si conclude con la proiezione di un documentario inedito Lungo il fiume. Com’era il Sile nel 1949 di Giuseppe Mestriner (1949), e un video racconto: Nuove ecologie e archeologia della navigazione. Un workshop di progettazione del paesaggio lungo il fiume Sile di Marco Zuin (2026).
Intervengono Marisa Mestriner, Alessio Barbazza (critico e giornalista cinematografico), Alessandro Casellato (professore di Storia contemporanea all’Università Ca’ Foscari), Luigi Latini (direttore della Fondazione Benetton), Francesco Vallerani (geografo), Marco Zuin (autore e regista di cinema documentario).
Lungo il fiume. Com’era il Sile nel 1949
di Giuseppe Mestriner (1949, 18’)
Un documentario inedito, tratto dall’archivio del fotografo trevigiano Giuseppe Mestriner (1917-1994), per sei anni operatore cinematografico presso il Centro di cinematografia del Genio Militare di Roma. Le riprese, girate lungo l’intero corso del fiume nell’ambito della sua attività di fondatore e gestore dello storico negozio “La Foto Cine Ottica” di Treviso, raccontano com’era il Sile prima delle trasformazioni intervenute a partire dal dopoguerra fino ai nostri giorni; di questo paesaggio, tanto amato e vissuto, allora come oggi, testimoniano non solo la bellezza ma anche il ruolo fondamentale rispetto all’economia e alla civiltà del lavoro. Il tema prevalente dell’opera, infatti, riguarda le varie attività lavorative che allora si svolgevano lungo tutto il suo percorso, quasi a voler sottolineare la peculiare vocazione manifatturiera e produttiva del bacino idrografico del fiume simbolo del territorio trevigiano, e documenta lo stretto rapporto che le popolazioni rivierasche avevano allora con il fiume.
Le preziose immagini di Giuseppe Mestriner invitano a osservare il paesaggio e ad agire nei luoghi considerandoli non solo come spazi disponibili a usi e riusi ma anche come archivi viventi di memorie collettive dalle quali partire per pensare il futuro dei paesaggi e di chi li abita.
Nuove ecologie e archeologia della navigazione.
Un workshop di progettazione del paesaggio lungo il fiume Sile
di Marco Zuin (2026, ca 10’)
Il video racconto di un’esperienza di progettazione dedicata al tratto del Sile caratterizzato dalla presenza dell’area “archeologica” conosciuta come il cimitero dei burci e, sulla sponda opposta, di un paesaggio industriale in parte abbandonato nelle cui rovine si vanno sviluppando nuovi ecosistemi selvatici che avvolgono anche i resti tuttora visibili dei vecchi barconi semisommersi.
L’esperienza intensa e condivisa del workshop richiama il senso dell’esplorazione, dell’osservazione e della rappresentazione di luoghi emblematici dell’epoca che viviamo e del loro dinamismo. Ambienti che non sono soltanto spazi disponibili per il tempo libero, nemmeno teatri della memoria o spazi in attesa di processi di sostituzione ma che rappresentano, invece, occasioni di sperimentazioni progettuali rivolte al futuro.
Il breve montaggio documenta le fasi principali, le attività e le emozioni vissute in quattro giorni di lavoro di gruppo.