

a cura di Domenico Luciani e Patrizia Boschiero con la collaborazione di Simonetta Zanon e Luigi Latini
Fondazione Benetton Studi Ricerche
Treviso 2002
76 pagine
58 illustrazioni a colori e 64 in bianco e nero
pubblicazione fuori commercio
(collana Memorie/dossier).
Esaurito
Un insieme di spazi aperti, posti intorno al Hrad, il complesso monumentale che guarda dall’alto la città, ricavati nella sottile e irregolare striscia tra i bastioni, il muro e i palazzi nei quali ha avuto sede prima il potere regale imperiale, e poi, a partire dal 1918, la presidenza della repubblica.
Il loro assetto attuale è nato dall’intesa tra il volere del presidente Tomás Garrigue Masaryk (1850-1937) e l’arte dell’architetto Joze Plecnik (1872-1957), nel quadro di un’imponente iniziativa di ripensamento e riqualificazione del castello tesa a trasformarlo in un simbolo della democrazia appena conquistata e dello slancio verso una “nuova Europa”.
Introduzione
Una sintesi delle edizioni precedenti e il regolamento del premio;
Il programma della tredicesima edizione del premio;
La Motivazione della giuria, pubblicata in italiano, in ceco e in inglese;
Contributi
Un regesto per i Giardini del Castello di Praga, a cura di Simonetta Zanon;
«Sono stato nel giardino, sta diventando davvero bello!», testo di Tomáš Valena pubblicato anche in inglese;
Tomáš Garrigue Masaryk (1850-1937), testo di Francesco Leoncini;
Jože Plečnik (1872-1957), testo di Sergio Polano;
Una bibliografia che dà conto dell’intersezione luogo-committente-artefice.
Una sintesi delle edizioni precedenti e il regolamento del premio;
Il programma della tredicesima edizione del premio;
La Motivazione della giuria, pubblicata in italiano, in ceco e in inglese;
Un regesto per i Giardini del Castello di Praga, a cura di Simonetta Zanon;
«Sono stato nel giardino, sta diventando davvero bello!», testo di Tomáš Valena pubblicato anche in inglese;
Tomáš Garrigue Masaryk (1850-1937), testo di Francesco Leoncini;
Jože Plečnik (1872-1957), testo di Sergio Polano;
Una bibliografia che dà conto dell’intersezione luogo-committente-artefice.