Avviso
A seguito del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per il contenimento del coronavirus, gli eventi pubblici della Fondazione Benetton sono sospesi fino al 3 aprile 2020.
ingresso unico 5 euro
Nel fantascientifico Snowpiercer, tratto da un fumetto post-apocalittico francese, il regista (sud) coreano Bong Joon-ho mette al centro della storia i rapporti di classe, questione che riprenderà, con registro grottesco, nel successivoParasite, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2019 e trionfatore degli Oscar 2020.
Siamo nel 2031 (il 2013 rovesciato?) in piena era glaciale, causata da esperimenti per fermare il riscaldamento globale, ovviamente falliti: un treno alimentato da un “motore perpetuo”, e in perpetuo movimento, accoglie i sopravvissuti, che formano un microcosmo diviso in classi, occupando vagoni diversi, ma creando una situazione che non può che portare alla lotta di classe e a una rivolta…
Per il giovane cinema coreano si è trattato di unamega produzione, anche per il ricorso ad attori occidentali (gli inglesi John Hurt e Tilda Swinton, l’americano Ed Harris…) e la realizzazione negli studios di Praga: it’s the globalization, stupid!
Il film sarà introdottoe commentato da Luciano Morbiato, curatore della rassegna.


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A seguito del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per il contenimento del coronavirus, gli eventi pubblici della Fondazione Benetton sono sospesi fino al 3 aprile 2020.
ingresso unico 5 euro
Nel fantascientifico Snowpiercer, tratto da un fumetto post-apocalittico francese, il regista (sud) coreano Bong Joon-ho mette al centro della storia i rapporti di classe, questione che riprenderà, con registro grottesco, nel successivoParasite, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2019 e trionfatore degli Oscar 2020.
Siamo nel 2031 (il 2013 rovesciato?) in piena era glaciale, causata da esperimenti per fermare il riscaldamento globale, ovviamente falliti: un treno alimentato da un “motore perpetuo”, e in perpetuo movimento, accoglie i sopravvissuti, che formano un microcosmo diviso in classi, occupando vagoni diversi, ma creando una situazione che non può che portare alla lotta di classe e a una rivolta…
Per il giovane cinema coreano si è trattato di unamega produzione, anche per il ricorso ad attori occidentali (gli inglesi John Hurt e Tilda Swinton, l’americano Ed Harris…) e la realizzazione negli studios di Praga: it’s the globalization, stupid!
Il film sarà introdottoe commentato da Luciano Morbiato, curatore della rassegna.