La Fondazione Benetton Studi Ricerche e l’associazione almamusica433, con la vicinanza e il sostegno di Fondazione CMB, alleato strategico nella proposta di attività culturali, organizzano tra febbraio e giugno 2024 la seconda stagione di Landscapes, un ricco calendario di eventi di musica, teatro, danza e incontri, con la direzione artistica di Stefano Trevisi, che troverà sede nella chiesa di San Teonisto di Treviso, e si concluderà con un concerto a Casa Luisa e Gaetano Cozzi, Zero Branco (Treviso).
Anche questa edizione, come la precedente, integrerà il repertorio classico e antico, da sempre presente nelle proposte musicali della Fondazione Benetton, con altri generi artistici, dando spazio anche a incontri e conferenze, rivolgendosi a un pubblico ampio ed eterogeneo.
Il filo conduttore che dà il titolo alla rassegna, Landscapes, nasce dalla volontà di riflettere sui paesaggi contemporanei, dai deserti ai confini, ai territori dell’anima, luoghi di frontiera dinanzi alle sfide che ci troviamo ad affrontare, nella necessità, come ci suggeriscono le parole del filosofo Umberto Galimberti, tra i protagonisti della rassegna: «di percorrere la terra senza possederla, perché la vita appartiene alla natura».
«Tematiche» spiega Luigi Latini, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, «in sintonia con i temi di ricerca sul paesaggio e sullo studio dei luoghi che appartengono da sempre alla vita della Fondazione, e che trovano una sintesi nell’immagine simbolica dell’albero che campeggia nella pala dell’altare maggiore della chiesa di San Teonisto, per mano dell’artista Safet Zec. Una grande stupefacente chioma d’albero che invade lo spazio di luce e colori».
«Landscapes, il progetto della Fondazione Benetton dedicato alle arti performative, ha compiuto nel 2023 il suo primo anno di vita e si ripresenta oggi alla città e a quanti vorranno seguirla con una programmazione assolutamente originale e particolare» racconta Stefano Trevisi, direttore artistico della rassegna, «In questa seconda edizione la traccia che abbiamo seguito è quella del silenzio, del deserto inteso anche come silenzio interiore da cui nasce l’intuizione. All’ombra dell’albero realizzato da Safet Zec per l’altare maggiore della Chiesa di San Teonisto, metaforicamente, possiamo trovare il pozzo che si nasconde in ogni deserto, ma rimanendo consapevoli che “l’oasi è fatta per il corpo, il deserto per l’anima”, come recita un proverbio africano. Dal passo di Cosimo di Rondò dello scorso anno al mettersi in cammino nel deserto; un nuovo viaggio con nuovi compagni, nuove voci, nuove prospettive e nuove possibilità di trasformazione per quanti lo intraprenderanno».
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