Paesaggista: un mestiere da raccontare

Naturale inclinazione 2016
mercoledì 21 Settembre 2016

Nell’ambito della rassegna Naturale inclinazione, edizione 2016, Luigino Pirola, architetto paesaggista, presidente nazionale aiapp, Paolo Villa, architetto paesaggista, direttore della rivista «Architettura del Paesaggio», e Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, dialogano sulla professione del paesaggista.

Fare il paesaggista è considerato un privilegio. Un bel mestiere, giovane e pimpante che visto da angolature diverse mostra sempre aspetti sorprendenti e affascinanti. Naturalmente, non sono tutte rose e fiori, e la professione, presenta molti lati indecifrabili.
Come l’aggiornamento. Oggi la modalità più utilizzata di consultazione dei dati, è internet. Vi si trovano esempi, contatti, attori. Ma allora perché la più importante associazione italiana di architetti del paesaggio ha scelto e combattuto per avere una propria rivista, quando la carta stampata sta conoscendo una crisi irreversibile e internet conquista sempre più ampi utilizzi? La risposta è semplice: il mestiere di paesaggista è complesso e va raccontato con ordine, metodo e pazienza e non con la velocità di immagini e concetti in rapida successione.
La rivista che parla di paesaggio è una vetrina su cui si affacciano tre figure principali: chi scrive, chi progetta e chi legge. Ognuno con il proprio ruolo e il proprio contributo. Le tre figure non hanno confini marcati, perché c’è chi scrive e progetta, chi progetta e legge, chi fa tutte le cose. Per questo si può dire anche sia un mestiere imperfetto. Un buon motivo per trovare l’occasione di parlarne e di raccontarselo.

Paesaggista: un mestiere da raccontare

Naturale inclinazione 2016
mercoledì 21 Settembre 2016

Nell’ambito della rassegna Naturale inclinazione, edizione 2016, Luigino Pirola, architetto paesaggista, presidente nazionale aiapp, Paolo Villa, architetto paesaggista, direttore della rivista «Architettura del Paesaggio», e Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, dialogano sulla professione del paesaggista.

Fare il paesaggista è considerato un privilegio. Un bel mestiere, giovane e pimpante che visto da angolature diverse mostra sempre aspetti sorprendenti e affascinanti. Naturalmente, non sono tutte rose e fiori, e la professione, presenta molti lati indecifrabili.
Come l’aggiornamento. Oggi la modalità più utilizzata di consultazione dei dati, è internet. Vi si trovano esempi, contatti, attori. Ma allora perché la più importante associazione italiana di architetti del paesaggio ha scelto e combattuto per avere una propria rivista, quando la carta stampata sta conoscendo una crisi irreversibile e internet conquista sempre più ampi utilizzi? La risposta è semplice: il mestiere di paesaggista è complesso e va raccontato con ordine, metodo e pazienza e non con la velocità di immagini e concetti in rapida successione.
La rivista che parla di paesaggio è una vetrina su cui si affacciano tre figure principali: chi scrive, chi progetta e chi legge. Ognuno con il proprio ruolo e il proprio contributo. Le tre figure non hanno confini marcati, perché c’è chi scrive e progetta, chi progetta e legge, chi fa tutte le cose. Per questo si può dire anche sia un mestiere imperfetto. Un buon motivo per trovare l’occasione di parlarne e di raccontarselo.

Videoregistrazioni

21 settembre 2016

Videoregistrazione dell'incontro

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