orario mostra
martedì-venerdì ore 15-20
sabato e domenica ore 10-20
Ingresso libero
Inaugurazione pubblica della mostra
venerdì 19 maggio ore 18
concerto di musica delle Canarie, con Benito Cabrera in quartetto
Mostra documentaria e fotografica dedicata a Lanzarote e al suo Jardín de Cactus, luogo scelto dalla XXVIII edizione Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino.
L’esposizione, che si apre con un’antologia fotografica dedicata al Jardín de Cactus collocata nell’ingresso di palazzo Bomben, pone al centro dell’attenzione il paesaggio di Lanzarote, a partire da questo piccolo giardino, che esprime in forma compiuta i diversi caratteri di una cultura fortemente legata al rapporto con la natura che quest’isola dell’arcipelago canario ha maturato nel corso della sua storia.
Una selezione di immagini, al centro della prima sala, danno conto dell’eccezionalità dei paesaggi di Lanzarote facendo emergere il ruolo che il suolo, il fuoco, l’acqua e i venti incessanti hanno giocato e giocano continuamente nel dare una impronta del tutto speciale a questo territorio.
La sezione centrale descrive la vicenda legata alla costruzione del giardino, originato da una cava di lapilli vulcanici situata nel villaggio di Guatiza, poi divenuta discarica, e poi reinventata da un artista e da un’amministrazione pubblica lungimirante. La sua realizzazione viene inquadrata nel contesto più ampio dell’isola con i suoi crateri vulcanici che l’uomo ha eletto come luogo di coltivazione, al riparo dai venti e con l’uso di tecniche capaci di captare dall’umidità dell’aria quell’acqua indispensabile alla vita delle piante e altrimenti introvabile.
Da questa vicenda emerge la figura di un artista, César Manrique, un abitante dell’isola che dà vita a una operazione capillare di costruzione di questo e di altri luoghi che permettono di proiettare le condizioni di povertà sul piano di una operazione di valorizzazione paesaggistica e sensibilizzazione sociale.
Tutto questo confluisce nel documentario Lanzarote, Jardín de Cactus. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino (durata 31’), realizzato dalla Fondazione con regia e riprese di Ziyah Gafic, proiettato nella terza sala prevista dal percorso espositivo e caratterizzato da un insieme di dieci interviste a figure che oggi testimoniano lo studio e la cura di questo luogo e dei paesaggi nei quali è immerso.
La mostra si completa con una sala dedicata alle connessioni tematiche e storiche tra il giardino dei cactus di Lanzarote e la tradizione delle collezioni di cactacee nel mondo, con alcune finestre aperte anche su altri paesaggi di Lanzarote come quelli dei vigneti, del ficodindia e della cocciniglia.
Nella medesima sala, assieme a questi approfondimenti a scala più ampia, è mostrato per esteso il rilievo topografico del Jardín de Cactus eseguito per questa occasione, oltre a una sezione bibliografica e ad approfondimenti video sulle figure intervistate nel documentario.
La mostra documentaria del Premio Carlo Scarpa 2017 è a cura di Patrizia Boschiero, Luigi Latini, Juan Manuel Palerm Salazar, allestimento e grafica di Anna Costa, fotografie di Andrea Rizza Goldstein e altri.










orario mostra
martedì-venerdì ore 15-20
sabato e domenica ore 10-20
Ingresso libero
Inaugurazione pubblica della mostra
venerdì 19 maggio ore 18
concerto di musica delle Canarie, con Benito Cabrera in quartetto
Mostra documentaria e fotografica dedicata a Lanzarote e al suo Jardín de Cactus, luogo scelto dalla XXVIII edizione Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino.
L’esposizione, che si apre con un’antologia fotografica dedicata al Jardín de Cactus collocata nell’ingresso di palazzo Bomben, pone al centro dell’attenzione il paesaggio di Lanzarote, a partire da questo piccolo giardino, che esprime in forma compiuta i diversi caratteri di una cultura fortemente legata al rapporto con la natura che quest’isola dell’arcipelago canario ha maturato nel corso della sua storia.
Una selezione di immagini, al centro della prima sala, danno conto dell’eccezionalità dei paesaggi di Lanzarote facendo emergere il ruolo che il suolo, il fuoco, l’acqua e i venti incessanti hanno giocato e giocano continuamente nel dare una impronta del tutto speciale a questo territorio.
La sezione centrale descrive la vicenda legata alla costruzione del giardino, originato da una cava di lapilli vulcanici situata nel villaggio di Guatiza, poi divenuta discarica, e poi reinventata da un artista e da un’amministrazione pubblica lungimirante. La sua realizzazione viene inquadrata nel contesto più ampio dell’isola con i suoi crateri vulcanici che l’uomo ha eletto come luogo di coltivazione, al riparo dai venti e con l’uso di tecniche capaci di captare dall’umidità dell’aria quell’acqua indispensabile alla vita delle piante e altrimenti introvabile.
Da questa vicenda emerge la figura di un artista, César Manrique, un abitante dell’isola che dà vita a una operazione capillare di costruzione di questo e di altri luoghi che permettono di proiettare le condizioni di povertà sul piano di una operazione di valorizzazione paesaggistica e sensibilizzazione sociale.
Tutto questo confluisce nel documentario Lanzarote, Jardín de Cactus. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino (durata 31’), realizzato dalla Fondazione con regia e riprese di Ziyah Gafic, proiettato nella terza sala prevista dal percorso espositivo e caratterizzato da un insieme di dieci interviste a figure che oggi testimoniano lo studio e la cura di questo luogo e dei paesaggi nei quali è immerso.
La mostra si completa con una sala dedicata alle connessioni tematiche e storiche tra il giardino dei cactus di Lanzarote e la tradizione delle collezioni di cactacee nel mondo, con alcune finestre aperte anche su altri paesaggi di Lanzarote come quelli dei vigneti, del ficodindia e della cocciniglia.
Nella medesima sala, assieme a questi approfondimenti a scala più ampia, è mostrato per esteso il rilievo topografico del Jardín de Cactus eseguito per questa occasione, oltre a una sezione bibliografica e ad approfondimenti video sulle figure intervistate nel documentario.
La mostra documentaria del Premio Carlo Scarpa 2017 è a cura di Patrizia Boschiero, Luigi Latini, Juan Manuel Palerm Salazar, allestimento e grafica di Anna Costa, fotografie di Andrea Rizza Goldstein e altri.
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