Proiezione del film Il ragazzo selvaggio, regia di François Truffaut (Francia, 1969, durata 85’).
Le cronache sei-settecentesche si mescolano alle leggende dibambini scomparsi nei boschi e allevati dagli orsi o dai lupi, ma sonodue memorie scientifiche scritte dal medico francese Jean Itard(nel 1801 e nel 1807) che sono servite a Truffaut per realizzareun’altra delicatissima opera sull’infanzia, dopo I quattrocento colpie prima di Gli anni in tasca. Il film, solo apparentemente freddo,è in realtà pieno di sollecitudine e di simpatia per il ragazzo-luporitrovato nei boschi dell’Aveyron, e di partecipazione solidale,per gli sforzi educativi messi in opera dall’illuminista Itard per portarloa una condizione di socialità. L’affascinante resa visuale dellavegetazione – tra radure e bosco fitto, tra luci e ombre – è merito dellafotografia in bianco e nero del maestro Nestor Almendros, che traducecon efficacia in immagini una vicenda sospesa tra speranza e sconfitta.
Proiezione del film Il ragazzo selvaggio, regia di François Truffaut (Francia, 1969, durata 85’).
Le cronache sei-settecentesche si mescolano alle leggende dibambini scomparsi nei boschi e allevati dagli orsi o dai lupi, ma sonodue memorie scientifiche scritte dal medico francese Jean Itard(nel 1801 e nel 1807) che sono servite a Truffaut per realizzareun’altra delicatissima opera sull’infanzia, dopo I quattrocento colpie prima di Gli anni in tasca. Il film, solo apparentemente freddo,è in realtà pieno di sollecitudine e di simpatia per il ragazzo-luporitrovato nei boschi dell’Aveyron, e di partecipazione solidale,per gli sforzi educativi messi in opera dall’illuminista Itard per portarloa una condizione di socialità. L’affascinante resa visuale dellavegetazione – tra radure e bosco fitto, tra luci e ombre – è merito dellafotografia in bianco e nero del maestro Nestor Almendros, che traducecon efficacia in immagini una vicenda sospesa tra speranza e sconfitta.