ore 18
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Verranno riconosciuti i crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori di Treviso.
Casa Batlló (1904-1906)
Antoni Gaudí
Prosegue, con un nuovo incontro, L’architettura per tutti. Le case più famose del mondo, una rassegna di divulgazione dell’architettura, a cura di J.K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e curatore dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa.
In questo appuntamento, protagonista sarà Casa Batlló (1904-1906) di Antoni Gaudí.
Figlio di un calderaio, fin da bambino Antoni Gaudí aveva visto il padre battere e piegare il rame per ottenere la forma di pentole e altri recipienti.
Momenti che ricorderà molti anni dopo, riconoscendone l’importanza: «Io posseggo questa qualità di vedere lo spazio perché sono figlio, nipote e pronipote di calderai […]. L’altro nonno di mia madre era marinaio, ed anche i marinai sono gente di spazio e di situazione. Ora, tutte queste generazioni di uomini di spazio hanno definito la mia preparazione. Il calderaio è colui che da una lastra piana compone un volume e, prima di iniziare il lavoro, lo ha già concepito nello spazio […]. Il calderaio abbraccia tutte e tre le dimensioni, e quindi possiede inconsapevolmente un dominio dello spazio che non è dato a tutti».
A questa capacità “spaziale”, Gaudí ha poi saputo unire creatività delle forme e sperimentazione strutturale, che ritroviamo anche nel lavoro di ristrutturazione, commissionatogli nel 1904 dall’industriale Josep Batlló, di un edificio acquistato poco prima nel cuore del quartiere barcellonese di Eixample, lungo la rinomata Passeig de Gràcia.
Se la fantasia è ben visibile fin dal primo scorgere della facciata per il personale uso della tecnica del trencadís, il mosaico catalano che univa frammenti di vetro e ceramiche policrome e che dava vita a effetti di luce sempre diversi nel corso della giornata, la sequenza di archi catenari che caratterizza lo spazio interno dell’attico esprime la raffinatezza che anche un elemento strutturale come l’arco può avere nel suo semplice disegno.
A chi gli chiedeva da dove sgorgasse l’inesauribile varietà di forme che affolla i suoi edifici, Gaudí rispondeva che la sua ricerca era nata e si accompagnava con l’osservazione della Natura; è certo però che alcune sue opere, tra cui Casa Batlló, danno a questa relazione un senso e una forma del tutto nuovi e inaspettati.


ore 18
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Verranno riconosciuti i crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori di Treviso.
Casa Batlló (1904-1906)
Antoni Gaudí
Prosegue, con un nuovo incontro, L’architettura per tutti. Le case più famose del mondo, una rassegna di divulgazione dell’architettura, a cura di J.K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e curatore dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa.
In questo appuntamento, protagonista sarà Casa Batlló (1904-1906) di Antoni Gaudí.
Figlio di un calderaio, fin da bambino Antoni Gaudí aveva visto il padre battere e piegare il rame per ottenere la forma di pentole e altri recipienti.
Momenti che ricorderà molti anni dopo, riconoscendone l’importanza: «Io posseggo questa qualità di vedere lo spazio perché sono figlio, nipote e pronipote di calderai […]. L’altro nonno di mia madre era marinaio, ed anche i marinai sono gente di spazio e di situazione. Ora, tutte queste generazioni di uomini di spazio hanno definito la mia preparazione. Il calderaio è colui che da una lastra piana compone un volume e, prima di iniziare il lavoro, lo ha già concepito nello spazio […]. Il calderaio abbraccia tutte e tre le dimensioni, e quindi possiede inconsapevolmente un dominio dello spazio che non è dato a tutti».
A questa capacità “spaziale”, Gaudí ha poi saputo unire creatività delle forme e sperimentazione strutturale, che ritroviamo anche nel lavoro di ristrutturazione, commissionatogli nel 1904 dall’industriale Josep Batlló, di un edificio acquistato poco prima nel cuore del quartiere barcellonese di Eixample, lungo la rinomata Passeig de Gràcia.
Se la fantasia è ben visibile fin dal primo scorgere della facciata per il personale uso della tecnica del trencadís, il mosaico catalano che univa frammenti di vetro e ceramiche policrome e che dava vita a effetti di luce sempre diversi nel corso della giornata, la sequenza di archi catenari che caratterizza lo spazio interno dell’attico esprime la raffinatezza che anche un elemento strutturale come l’arco può avere nel suo semplice disegno.
A chi gli chiedeva da dove sgorgasse l’inesauribile varietà di forme che affolla i suoi edifici, Gaudí rispondeva che la sua ricerca era nata e si accompagnava con l’osservazione della Natura; è certo però che alcune sue opere, tra cui Casa Batlló, danno a questa relazione un senso e una forma del tutto nuovi e inaspettati.
25 settembre 2025