ore 18
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
(recupero dell’evento inizialmente programmato per giovedì 4 dicembre)
Verranno riconosciuti i crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori di Treviso.
Casa Azuma (1975-1976)
di Tadao Ando
Prosegue, con un nuovo incontro, L’architettura per tutti. Le case più famose del mondo, una rassegna di divulgazione dell’architettura, a cura di J.K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e curatore dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa.
Protagonista dell’appuntamento sarà Casa Azuma a Ōsaka (Giappone, 1976): l’opera che ha fatto conoscere l’architetto Tadao Andō al mondo.
Lo sviluppo dell’architettura moderna in Giappone è una delle storie più avvincenti del XX secolo. Nel giro di pochi decenni, un paese completamente isolato e tagliato fuori dalle maggiori rotte commerciali e diplomatiche si trasforma in un posto d’avanguardia, soprattutto dal secondo dopoguerra in poi con una ricerca continua e inesausta che prosegue ancora oggi.
Non è un caso che alcuni dei maggiori architetti oggi operanti a livello mondiale siano giapponesi. E Tadao Andō è stato uno dei primi a far conoscere al di fuori del proprio paese un nuovo modo di rappresentare e costruire il mondo moderno, che traeva ispirazione dall’architettura tradizionale e che cercava di portare a un nuovo livello il confronto, mai interamente risolto, tra modernità di tipo occidentale e tradizione orientale, tra uso dei nuovi materiali e concezione di uno spazio che traeva origine dal vuoto buddista: uno spazio minimo ed essenziale, che ha trovato la sua realizzazione ottimale nel cemento armato.
Casa Azuma è l’opera da cui è cominciata la lunga e fortunata carriera di Tadao Andō, nota oramai in tutto il mondo. Una casa estrema con un collegamento aereo – sottoforma di passerella – a connettere due spazi della casa; chiusa in se stessa, quasi senza aperture verso l’esterno, eppure capace di aprire a una nuova esperienza abitativa. «Un piccolo colpo ben assestato», usava dire Andō – che aveva praticato la boxe da giovane – nel commentare questo progetto: piccolo, ma decisivo per cominciare a descrivere un mondo che ha preso corpo nei decenni successivi.


ore 18
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
(recupero dell’evento inizialmente programmato per giovedì 4 dicembre)
Verranno riconosciuti i crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori di Treviso.
Casa Azuma (1975-1976)
di Tadao Ando
Prosegue, con un nuovo incontro, L’architettura per tutti. Le case più famose del mondo, una rassegna di divulgazione dell’architettura, a cura di J.K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e curatore dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa.
Protagonista dell’appuntamento sarà Casa Azuma a Ōsaka (Giappone, 1976): l’opera che ha fatto conoscere l’architetto Tadao Andō al mondo.
Lo sviluppo dell’architettura moderna in Giappone è una delle storie più avvincenti del XX secolo. Nel giro di pochi decenni, un paese completamente isolato e tagliato fuori dalle maggiori rotte commerciali e diplomatiche si trasforma in un posto d’avanguardia, soprattutto dal secondo dopoguerra in poi con una ricerca continua e inesausta che prosegue ancora oggi.
Non è un caso che alcuni dei maggiori architetti oggi operanti a livello mondiale siano giapponesi. E Tadao Andō è stato uno dei primi a far conoscere al di fuori del proprio paese un nuovo modo di rappresentare e costruire il mondo moderno, che traeva ispirazione dall’architettura tradizionale e che cercava di portare a un nuovo livello il confronto, mai interamente risolto, tra modernità di tipo occidentale e tradizione orientale, tra uso dei nuovi materiali e concezione di uno spazio che traeva origine dal vuoto buddista: uno spazio minimo ed essenziale, che ha trovato la sua realizzazione ottimale nel cemento armato.
Casa Azuma è l’opera da cui è cominciata la lunga e fortunata carriera di Tadao Andō, nota oramai in tutto il mondo. Una casa estrema con un collegamento aereo – sottoforma di passerella – a connettere due spazi della casa; chiusa in se stessa, quasi senza aperture verso l’esterno, eppure capace di aprire a una nuova esperienza abitativa. «Un piccolo colpo ben assestato», usava dire Andō – che aveva praticato la boxe da giovane – nel commentare questo progetto: piccolo, ma decisivo per cominciare a descrivere un mondo che ha preso corpo nei decenni successivi.
22 gennaio 2026