La Fondazione Benetton Studi Ricerche propone nel mese di settembre, per il secondo anno consecutivo, Naturale inclinazione, un ciclo di appuntamenti aperti al pubblico, a cura di Simonetta Zanon, dedicati al pensare e al fare giardino nel mondo contemporaneo.
Una scelta determinata dal vivo interesse che questo argomento, da sempre caro al lavoro della Fondazione, ha riscontrato nella scorsa stagione e che ha convinto ad approfondire alcuni degli aspetti che appaiono più attuali, in particolare l’intersezione tra giardino e paesaggio agrario e il tema dei giardini condivisi e di partecipazione.
Si è però voluto partire dall’eredità del giardino del Novecento, matrice indelebile che emerge da segni e tracce leggibili nei giardini contemporanei.
«Io non raccomando che una forma di ribellione: il giardinaggio. Fate giardini! Veri giardini, naturalmente, luoghi indomiti, fuorilegge. […] Tracciate il vostro disegno sulla faccia della Terra, che si presta sempre volentieri ai sogni dell’uomo, piantate un giardino e prendetevene cura. E proteggete anche quelli che restano e resistono, i vecchi luoghi abitati dalle piante che arrivano da lontano e continuano a sognare, nonostante l’insensato baccano che li circonda. Lavorate con i poeti, con i maghi, i danzatori e tutti gli altri artigiani dell’invisibile per rimettere al suo posto il mistero del mondo».
Jorn de Précy, E il giardino creò l’uomo. Un manifesto ribelle e sentimentale per filosofi giardinieri, a cura di Marco Martella, Ponte alle Grazie 2012, p. 120, titolo originale The lost garden, 1912.