Il giardino dell’Eden non c’è più

edizione 2019

Il giardino dell’Eden non c’è più
Con queste poche parole Sir David Attenborough, il leggendario naturalista, ha fissato un’immagine, perfetta e terribile, della fine del lungo periodo di stabilità climatica che ha permesso agli uomini di insediarsi, coltivare e creare civiltà, l’Olocene, e dell’avvento dell’era dell’Antropocene.

Nella condizione attuale, segnata in modo indelebile dall’azione umana, scena di un’accelerazione ambientale che tocchiamo con mano ogni giorno, si è fatta largo, infatti, un’idea che non guarda al giardino come ambito protetto e luogo perfetto di natura addomesticata ma come spazio, metaforico e reale insieme, di coltivazione e cura, di relazioni ecologiche e sociali, di esperienza diretta e interazione con la natura, di benessere e creatività, di attivismo civico e resistenza estetica.
Un luogo accogliente e sperimentale, idealmente sempre aperto, quel giardino che Ippolito Pizzetti amava e difendeva, impegnandosi instancabilmente per la divulgazione di una cultura del progetto fondata prima di tutto sulla conoscenza e sul rispetto per la natura.

A questa eredità culturale, alla naturale inclinazione del grande paesaggista e inventore di giardini, il lavoro della Fondazione sul paesaggio e il giardino continua a ispirarsi, dedicando quest’anno il ciclo di incontri di fine estate a una riflessione condivisa sulle inevitabili implicazioni dell’accelerazione ambientale che stiamo vivendo sul paesaggio e sui progetti di paesaggio. Un’attenzione particolare deve essere rivolta all’assunzione di responsabilità cui tutti noi siamo chiamati a far fronte, per andare oltre il consumo forsennato delle risorse ma anche oltre il mito della natura incontaminata e intoccabile.

Videoregistrazioni degli incontri

11 settembre 2019

Cambia il clima, cambia il progetto di paesaggio?

13 settembre 2019

Nell’Antropocene. Etica e politica alla fine di un mondo

25 settembre 2019

Changes. Progettare per l’adattamento climatico