Nell’Antropocene. Etica e politica alla fine di un mondo

«L’umanità sta cambiandoil mondo come effetto collaterale non voluto delle sue attività,e tutto questo avrà conseguenze non previste, molte delle quali dannose per gli esseri umanie altre specie: eventi climatici estremi, epidemie più diffusee veloci, carenza di ciboe acqua e una vasta gammadi ulteriori conseguenze(per esempio instabilità politicae migrazioni di massa).Il pianeta reagisce, l’impatto umano si mescola alle forzedella natura e, anzi, libera forze della natura (come il cambiamento del clima) che possono mutare un ambiente prima congeniale alla vita, che garantiva condizioni ospitali per la specie umana. Nell’Antropocene gli esseri umani hanno guadagnato potenza,ma perso controllo».

Così scrivono gli autoridel volume Nell’Antropocene.Etica e politica alla fine di un mondo(Derive Approdi, Roma 2018)e, nel solco del lavoro di Michael Pollan e Gilles Clément, individuano nell’esperienzadei giardini urbani, intesi come spazi di partecipazione e attivismo, un possibile antidoto al deficitdi democrazia che caratterizzala politica dell’Antropocene.

Marcello Di Paola,docente presso la LUISS-Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma eco-autore del volume (con Gianfranco Pellegrino) ne discuterà con Giuseppe Barbera,professore ordinario di Colture arboree all’Università di Palermo.Introduzione di Luigi Latini, Università Iuav di Venezia.

Nell’Antropocene. Etica e politica alla fine di un mondo

«L’umanità sta cambiandoil mondo come effetto collaterale non voluto delle sue attività,e tutto questo avrà conseguenze non previste, molte delle quali dannose per gli esseri umanie altre specie: eventi climatici estremi, epidemie più diffusee veloci, carenza di ciboe acqua e una vasta gammadi ulteriori conseguenze(per esempio instabilità politicae migrazioni di massa).Il pianeta reagisce, l’impatto umano si mescola alle forzedella natura e, anzi, libera forze della natura (come il cambiamento del clima) che possono mutare un ambiente prima congeniale alla vita, che garantiva condizioni ospitali per la specie umana. Nell’Antropocene gli esseri umani hanno guadagnato potenza,ma perso controllo».

Così scrivono gli autoridel volume Nell’Antropocene.Etica e politica alla fine di un mondo(Derive Approdi, Roma 2018)e, nel solco del lavoro di Michael Pollan e Gilles Clément, individuano nell’esperienzadei giardini urbani, intesi come spazi di partecipazione e attivismo, un possibile antidoto al deficitdi democrazia che caratterizzala politica dell’Antropocene.

Marcello Di Paola,docente presso la LUISS-Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma eco-autore del volume (con Gianfranco Pellegrino) ne discuterà con Giuseppe Barbera,professore ordinario di Colture arboree all’Università di Palermo.Introduzione di Luigi Latini, Università Iuav di Venezia.

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