Giardini giapponesi

Natura, artificio, luogo in un mondo altro

IV edizione, 2007

La quarta edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, svolta a Treviso venerdì 2 e sabato 3 febbraio 2007, è dedicata a Sven-Ingvar Andersson (1927-2007) nel suo 80° compleanno.

Chi si occupa da tempo, da cultore della materia, di giardini giapponesi con soggiorni prolungati e conoscenza della lingua, sostiene che i trattati e i testi fondamentali di cui disponiamo “in Occidente”, tali da rappresentare fonti primarie di quella tradizione (a cominciare dal Sakuteiki, il libro del giardino, secolo XI) sono “non più di una mezza dozzina”. In ogni caso ci arrivano passando attraverso inevitabili aberrazioni linguistiche e distorsioni dell’apparato ricettivo, mentale e antropologico. Anche le informazioni sono troppo spesso riciclate. Eppure, e forse non a caso, siamo onnivori di tutto quanto ci arriva da quel mondo.

Idee e immagini, filmografia, letteratura, architettura, design, tecnologia. Recentemente anche cibo. E naturalmente, il catalogo di forme e di vite del giardino.
A dimostrarlo basta la lista distribuita in quest’occasione di libri e riviste che ne trattano, pur limitata ai “disponibili” nella biblioteca della Fondazione. A confermarlo è stato il numero imprevisto (circa 600) di partecipanti a queste giornate di studio, immaginate proprio come un contributo a ridurre quelle aberrazioni e quelle distorsioni. In particolare intorno alle tre parole chiave del sottotitolo: l’idea di natura, l’idea di arte/artificio, l’idea di luogo/spazio/ vuoto. Col corollario di altre intersezioni cruciali, sulle quali aprire almeno uno spiraglio: uomo/natura, memoria/patrimonio/autenticità, innovazione/conservazione. E con il compito arduo di storicizzare anche le oscillazioni dei modi, tempi, strumenti con i quali le abbiamo lette in Europa nel corso degli ultimi secoli, fino ai viaggiatori contemporanei (Maraini, Calvino, …), agli architetti (Taut, Gropius, Le Corbusier, Wright, Scarpa, …), ai paesaggisti (Jellicoe, Porcinai, …), ai filosofi (Löwith, Heidegger, …).

L’obiettivo delle giornate di studio non è stato dunque, alla fine, l’ennesimo accanimento a tentare di leggere e interpretare contraddizioni (un esempio per tutti, tradizione/modernità), di fissare parametri di confronto, di misurare vicinanze e distanze, differenze e analogie, alterità e comunanze; accanimento che è sempre anche bisogno di tracciare confini, tentazione di definire centri e periferie, voglia di “mettere le brache al mondo”.
L’obiettivo è stato invece provare a incontrare i giardini giapponesi come si incontra un’alterità irriducibile, affinché contribuisca, come scrive Fosco Maraini, a «disturbare il Corso Consueto delle Cose».

videoregistrazioni delle Giornate

venerdì 2 febbraio 2007

Introduzione alle giornate a cura di Domenico Luciani

venerdì 2 febbraio 2007

Interventi di Philippe Nys, Christian Tschumi, Monique Mosser, Carmen Añón

sabato 3 febbraio 2007

Interventi di Kazuo Makioka, Francesco Dal Co, Marc Treib

sabato 3 febbraio 2007

Interventi di Ana Maria Torres, Franco Zagari, Sachimine Masui

sabato 3 febbraio 2007

Conferenza di Augustin Berque

Informazioni

Le giornate di studio sul paesaggio sono progettate dal Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche.