Luoghi di valore

L’iniziativa Luoghi di valore, ideata e promossa dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche tra il 2007 e il 2012, ha rappresentato un’importante evoluzione del suo lavoro scientifico e sperimentale sul paesaggio, legata a un contesto generale nel quale, in vari ambiti disciplinari diversi ma convergenti sul tema paesaggio, anche a livello internazionale, si andavano definendo nuove direzioni di ricerca interessanti e promettenti.

In quel periodo si moltiplicavano le iniziative dedicate ad argomenti quali la percezione da parte degli abitanti del proprio ambiente di vita, la relazione tra paesaggio e benessere di individui e comunità, la coscienza di luogo, il desiderio e la domanda sociale di paesaggio.

Un altro tema emergente riguardava il desiderio dei cittadini di esercitare un ruolo attivo e partecipare alle decisioni riguardanti i propri territori e paesaggi, in relazione anche a un nuovo clima diffuso di cittadinanza attiva, respirabile a tutti i livelli, con conseguente richiesta di spazi e occasioni di scambio e confronto, non necessariamente conflittuale.
Questo spostamento del fuoco nel campo degli studi e delle iniziative legate al paesaggio, e in generale nella società, avveniva all’interno di un quadro culturale che, se in Italia affondava le sue radici nell’articolo 9 della Costituzione, più in generale rappresentava una novità, frutto di una lenta evoluzione che aveva finalmente trovato un riferimento importante nella Convenzione Europea del Paesaggio (aperta alla firma degli Stati membri nel 2000, in Italia legge 9 gennaio 2006, n. 14) e nella conseguente “rivoluzione” rispetto ad ogni idea di paesaggio espressa in precedenza.
Partendo dal presupposto che il paesaggio contribuisce al benessere degli esseri umani, la Convenzione aveva infatti stravolto ogni precedente definizione del termine “paesaggio” riconoscendo senza ambiguità il ruolo di protagonisti, nella sua costruzione e continua evoluzione, degli abitanti dei luoghi, i microcosmi concreti ai quali pareva necessario rivolgere opportune attenzioni.

Grazie a una felice intuizione di Domenico Luciani, allora direttore della Fondazione, al progetto Luoghi di valore venne data la forma di un appello diretto che chiedeva a tutti, esplicitamente e molto semplicemente, di segnalare e descrivere il luogo (o i luoghi), in provincia di Treviso, da loro ritenuti di valore e di spiegare le ragioni delle loro valutazioni. In questo modo le persone erano invitate a identificare, descrivere e valutare paesaggi e luoghi probabilmente già noti, riconsiderandoli però con una prospettiva inusuale – l’invito della Fondazione, appunto –, e a esprimere in questo modo opinioni, aspirazioni e desideri per questi luoghi, sperimentando una possibile applicazione concreta dei contenuti della Convenzione Europea del Paesaggio nell’idea che il semplice fatto di partecipare a un’iniziativa simile potesse aumentare notevolmente la coscienza cittadina nell’ambito delle politiche pubbliche di carattere territoriale, ambientale e paesaggistico.
Lo scopo era quello di riconoscere i luoghi percepiti come “di valore” dalle persone che li vivono quotidianamente, evitando i cataloghi dei valori “tradizionali” (da quelli delle bellezze naturali, a quelli dei monumenti, o delle oasi naturalistiche, o delle ville o degli alberi monumentali o di altri beni del nostro territorio), per tentare di entrare nel punto di vista dei singoli individui e delle comunità che in questi luoghi abitano, con le loro diverse provenienze sociali e culturali, le loro esigenze quotidiane, le loro aspirazioni, i loro sentimenti, il loro vissuto.

Si è trattato dunque di una vera e propria ricerca collettiva nella quale le persone che hanno risposto – cittadini, amministratori pubblici, studenti, insegnanti, attivisti, studiosi e progettisti – si sono messe in gioco e hanno accettato di confrontarsi apertamente con gli specialisti e gli addetti ai lavori, fornendo informazioni e materiali indispensabili a portare più avanti la conoscenza delle esigenze, dei linguaggi, dei gusti della comunità.
Con la sesta e ultima edizione dell’appello alle segnalazioni (2012), sottotitolata come li viviamo, come li vorremmo, si è voluto compiere un ulteriore passo avanti chiedendo esplicitamente ai partecipanti di esprimere non solo un giudizio qualitativo motivato sui luoghi segnalati ma di trasmettere anche un pensiero propositivo sul loro assetto, ragionando quindi su possibili interventi da compiere nei luoghi di valore e sulla loro eventuale disponibilità di cittadini a impegnarsi in questo senso.

In sei edizioni, il progetto Luoghi di valore, in tutte le sue articolazioni, ha suscitato un grande interesse, testimoniato dalla numerosa partecipazione di persone provenienti da tutta la provincia e rappresentative di età, istruzione e condizione sociale molto diverse (quasi 500 segnalatori per 749 segnalazioni riguardanti 92 comuni su 95 della provincia di Treviso), e anche dal numero di persone che hanno visitato le mostre (oltre 10.500) e partecipato ai vari incontri pubblici connessi all’iniziativa, comprese le attività con le scuole.
Presentazioni del progetto sono state richieste in numerosi convegni e incontri scientifici di livello nazionale e internazionale e, a quasi vent’anni dal suo lancio, continuano ad esserlo. Il modello “luoghi di valore” è diventato oggetto di imitazioni (auspicate e incoraggiate) in Italia e all’estero e un’importante approvazione è arrivata dagli uffici del Consiglio d’Europa responsabili della redazione (prima) e dell’attuazione (poi) della Convenzione Europea del Paesaggio.

L’indirizzo scientifico e culturale dell’iniziativa Luoghi di valore è stato governato dalla Giuria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino (in seguito Comitato scientifico), composta, al momento del suo avvio, da Domenico Luciani (presidente), Luigi Latini, Monique Mosser, Lionello Puppi, José Tito Rojo, Massimo Venturi Ferriolo. Per il suo svolgimento è stato costituito un gruppo di lavoro coordinato da Simonetta Zanon con la supervisione di Domenico Luciani.

Il volume Luoghi di valore. Un’esperienza nel territorio di Treviso, nel solco della Convenzione Europea del Paesaggio / Outstanding Places. An experiment in the Province of Treviso, in the wake of the European Landscape Convention, a cura di Simonetta Zanon, con prefazione di Joan Nogué e testi di Domenico Luciani, Massimo Rossi, Anna Lovisetto (Fondazione Benetton Studi Ricerche-Antiga Edizioni, Treviso 2016, bilingue), ne racconta i diversi aspetti attraverso riflessioni, contestualizzazioni, analisi dei dati raccolti, descrizione di materiali e strumenti di lavoro.