Vive nel mondo, all’inizio del XXI secolo, uno stupefacente catalogo di villaggi. Intanto nel mondo premoderno, nel quale si possono osservare persistenze e durate impreviste. Ma anche nel mondo che ha conosciuto la modernità, e ne sta attraversando la crisi, ci appare un quadro di esperienze, di adattamenti, e perfino di riemersioni, che chiede strumenti di indagine più complessi di quelli meramente socio-economici, per non dire economicistici, di uso corrente.
La quinta edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio hanno perciò proposto un’occasione di dialogo tra diversi specialismi e casi assai lontani tra loro, per cercare le ragioni fondative del legame inscindibile dell’individuo, della famiglia, del piccolo gruppo, del clan, della comunità, con un luogo che dà vita, forme e misure fisiche e simboliche al loro stare al mondo.
relatori
Antonio Almagro, architetto, Albarracín, Spagna
Lucio Giecillo, dottore di ricerca, Università di Roma Tor Vergata
Harald Kegler, urbanista, Ferropolis/Gräfenhainichen, Germania
Marco Krähenbühl, architetto, Lugano, Svizzera
Domenico Luciani, paesaggista, Treviso
Virgilijus Poviliunas, storico, Trakai, Lituania
Lionello Puppi, storico dell’arte, Pieve di Cadore, Belluno
Claude Raffestin, geografo, Ginevra, Svizzera
Lorenzo Rota, urbanista, Matera
Peter Schurmann, storico, Cottbus, Germania
José Tito Rojo, biologo, Granada
Massimo Venturi Ferriolo, filosofo, Milano
Luigi Zanzi, storico, Pavia


Vive nel mondo, all’inizio del XXI secolo, uno stupefacente catalogo di villaggi. Intanto nel mondo premoderno, nel quale si possono osservare persistenze e durate impreviste. Ma anche nel mondo che ha conosciuto la modernità, e ne sta attraversando la crisi, ci appare un quadro di esperienze, di adattamenti, e perfino di riemersioni, che chiede strumenti di indagine più complessi di quelli meramente socio-economici, per non dire economicistici, di uso corrente.
La quinta edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio hanno perciò proposto un’occasione di dialogo tra diversi specialismi e casi assai lontani tra loro, per cercare le ragioni fondative del legame inscindibile dell’individuo, della famiglia, del piccolo gruppo, del clan, della comunità, con un luogo che dà vita, forme e misure fisiche e simboliche al loro stare al mondo.
relatori
Antonio Almagro, architetto, Albarracín, Spagna
Lucio Giecillo, dottore di ricerca, Università di Roma Tor Vergata
Harald Kegler, urbanista, Ferropolis/Gräfenhainichen, Germania
Marco Krähenbühl, architetto, Lugano, Svizzera
Domenico Luciani, paesaggista, Treviso
Virgilijus Poviliunas, storico, Trakai, Lituania
Lionello Puppi, storico dell’arte, Pieve di Cadore, Belluno
Claude Raffestin, geografo, Ginevra, Svizzera
Lorenzo Rota, urbanista, Matera
Peter Schurmann, storico, Cottbus, Germania
José Tito Rojo, biologo, Granada
Massimo Venturi Ferriolo, filosofo, Milano
Luigi Zanzi, storico, Pavia
venerdì 1° febbraio 2008
ore 10
Introduzione, Massimo Venturi Ferriolo
Villaggi della Sassonia e della Sassonia-Anhalt, Harald Kegler
Insediamenti sorabi in Lusazia (Germania-Polonia), Peter Schurmann
L’insediamento dei caraiti a Trakai (Lituania), Virgilijus Poviliunas
ore 15
Terre della Val Bavona (Svizzera), Marco Krähenbühl
Villaggi effimeri nella grande città. Il caso Roma, Lucio Giecillo
La Martella e le altre comunità materane, Lorenzo Rota
ore 18
Omaggio a Eugenio Turri
Il geografo antropologo, Claude Raffestin
Il fotografo di villaggi, immagini esposte e presentate
a cura di Corrado Piccoli e Lucia Turri
sabato 2 febbraio 2008
ore 9
Pueblos andini, Lionello Puppi
Habitat nell’altitudine e nella verticalità, Luigi Zanzi
Albarracín (Spagna), Antonio Almagro
Le chinampas di Xochimilco (Messico), José Tito Rojo
Campanili veneti, Domenico Luciani
Discussione e conclusioni.
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