Totò il Buono, protagonistadel romanzo di Cesare Zavattini, dal quale è tratto il film, sognaun paese “dove buon giornovuol dire veramente buon giorno”, e non importa se questo paeseè una baraccopoli ai marginidella città, una Milano che sta passando dalla ricostruzionealla speculazione, rappresentata dai cumenda protetti dalla forza pubblica; se gli abitanti delle baracche sono barboni prontia dimenticare la solidarietàdi classe nell’illusione di elevarsi socialmente. La testarda bontàdi Totò, dopo aver guidatol’allegra resistenza dei poveri, riesce a trasformare nel finaleuna cupa sconfitta in un trionfo della fantasia; così, partendoda presupposti concreti, la “fiaba neorealista” di De Sica e Zavattini, che viene dopo Ladri di biciclette, arriva al volo surreale di Totòe dei suoi compagni al di sopra delle guglie del Duomo.


Totò il Buono, protagonistadel romanzo di Cesare Zavattini, dal quale è tratto il film, sognaun paese “dove buon giornovuol dire veramente buon giorno”, e non importa se questo paeseè una baraccopoli ai marginidella città, una Milano che sta passando dalla ricostruzionealla speculazione, rappresentata dai cumenda protetti dalla forza pubblica; se gli abitanti delle baracche sono barboni prontia dimenticare la solidarietàdi classe nell’illusione di elevarsi socialmente. La testarda bontàdi Totò, dopo aver guidatol’allegra resistenza dei poveri, riesce a trasformare nel finaleuna cupa sconfitta in un trionfo della fantasia; così, partendoda presupposti concreti, la “fiaba neorealista” di De Sica e Zavattini, che viene dopo Ladri di biciclette, arriva al volo surreale di Totòe dei suoi compagni al di sopra delle guglie del Duomo.