La ballata di Temi

giovedì 13 Aprile 2017

La Fondazione Benetton presenta il libro La ballata di Temi di Michele Zanetti (Adle Edizioni, 2016). Naturalista, autore di numerosi saggi di divulgazione naturalistica e di alcune opere di narrativa, nel suo primo romanzo Zanetti racconta una storia del Novecento che ha come teatro il mondo della palude, paesaggio tipico del litorale del Veneto orientale, prima della bonifica, a cui è indissolubilmente legato il protagonista, Artemidoro, detto Temi, che lì ha le sue radici, la sua anima e il suo destino.

 

Le sue vicende personali si intrecciano con gli avvenimenti della Seconda guerra mondiale, ma su tutto prevale il respiro dell’ambiente e del territorio, che domina incontrastato ogni evento. «Nella palude salsa, ai confini con il mare, un uomo vive la sua vita aggrappato a ciò che rimane del suo mondo. Un universo che, giorno dopo giorno, egli vede restringersi, inesorabilmente, incalzato da paesaggi nuovi e vuoti, che affermano un ordine diverso e geometrico, che non gli appartiene. La parabola conclusiva dei destini della grande palude e della anime che le appartenevano. Realtà umane e di paesaggio, che labili tracce hanno lasciato sotto i cieli vastissimi della Venezia orientale».

L’autore ne discuterà con Nadia Breda, docente di Antropologia culturale all’Università di Firenze, studiosa esperta del mondo delle paludi.

La ballata di Temi

giovedì 13 Aprile 2017

La Fondazione Benetton presenta il libro La ballata di Temi di Michele Zanetti (Adle Edizioni, 2016). Naturalista, autore di numerosi saggi di divulgazione naturalistica e di alcune opere di narrativa, nel suo primo romanzo Zanetti racconta una storia del Novecento che ha come teatro il mondo della palude, paesaggio tipico del litorale del Veneto orientale, prima della bonifica, a cui è indissolubilmente legato il protagonista, Artemidoro, detto Temi, che lì ha le sue radici, la sua anima e il suo destino.

 

Le sue vicende personali si intrecciano con gli avvenimenti della Seconda guerra mondiale, ma su tutto prevale il respiro dell’ambiente e del territorio, che domina incontrastato ogni evento. «Nella palude salsa, ai confini con il mare, un uomo vive la sua vita aggrappato a ciò che rimane del suo mondo. Un universo che, giorno dopo giorno, egli vede restringersi, inesorabilmente, incalzato da paesaggi nuovi e vuoti, che affermano un ordine diverso e geometrico, che non gli appartiene. La parabola conclusiva dei destini della grande palude e della anime che le appartenevano. Realtà umane e di paesaggio, che labili tracce hanno lasciato sotto i cieli vastissimi della Venezia orientale».

L’autore ne discuterà con Nadia Breda, docente di Antropologia culturale all’Università di Firenze, studiosa esperta del mondo delle paludi.

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