Iranian Living Room

La Fondazione Benetton propone un incontro pubblico di presentazione del volume Iranian Living Room, primo di una serie di progetti editoriali autoprodotti da Fabrica, che nasce dalla collaborazione con quindici giovani fotografi iraniani.

Sotto la direzione creativa di Enrico Bossan, responsabile dell’area fotografia di Fabrica, con occhi discreti e incondizionati essi hanno raccontato il salotto di casa iraniano, spazio fisico e metaforico nascosto agli sguardi dei media internazionali e dello stato locale.

Il volume sarà presentato da Enrico Bossan, Marco Tamaro, direttore della Fondazione, e dalla giornalista Vanna Vannuccini, inviata speciale de «la Repubblica».

Disparità religiose, differenze e similitudini culturali, dualità nell’abbigliamento, solitudine e convivialità, clandestinità, queste e molte altre situazioni e interpretazioni della realtà iraniana prendono forma nei delicati scatti dei giovanissimi fotografi che raccontano stanze segrete e inaccessibili ai giudizi degli altri dove effettivamente si svolge la vita.

In un sistema ideologico che ha imposto un proprio modus vivendi, il soggiorno di casa assume così funzioni di utilizzo differenti – salone di bellezza, luogo di culto, spazio per la festa o dove organizzare cerimonie – costringendo la società a trasferire nell’ambito privato ciò che non può essere vissuto in pubblico.

Iranian Living Room

La Fondazione Benetton propone un incontro pubblico di presentazione del volume Iranian Living Room, primo di una serie di progetti editoriali autoprodotti da Fabrica, che nasce dalla collaborazione con quindici giovani fotografi iraniani.

Sotto la direzione creativa di Enrico Bossan, responsabile dell’area fotografia di Fabrica, con occhi discreti e incondizionati essi hanno raccontato il salotto di casa iraniano, spazio fisico e metaforico nascosto agli sguardi dei media internazionali e dello stato locale.

Il volume sarà presentato da Enrico Bossan, Marco Tamaro, direttore della Fondazione, e dalla giornalista Vanna Vannuccini, inviata speciale de «la Repubblica».

Disparità religiose, differenze e similitudini culturali, dualità nell’abbigliamento, solitudine e convivialità, clandestinità, queste e molte altre situazioni e interpretazioni della realtà iraniana prendono forma nei delicati scatti dei giovanissimi fotografi che raccontano stanze segrete e inaccessibili ai giudizi degli altri dove effettivamente si svolge la vita.

In un sistema ideologico che ha imposto un proprio modus vivendi, il soggiorno di casa assume così funzioni di utilizzo differenti – salone di bellezza, luogo di culto, spazio per la festa o dove organizzare cerimonie – costringendo la società a trasferire nell’ambito privato ciò che non può essere vissuto in pubblico.

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