ore 18
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Verranno riconosciuti i crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori.
Prosegue con un nuovo appuntamento il ciclo di incontri L’architettura per tutti. Topografia del sacro. Luoghi e santuari del mondo, la rassegna di divulgazione dell’architettura organizzata dalla Fondazione Benetton, a cura di J.K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e curatore dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa.
Il terzo appuntamento sarà dedicato al Partenone, Atene.
Il tempio dedicato ad Atena Parthènos si presenta a noi come un insieme di storie che s’intrecciano e si annodano evocando fatti del lontano passato, come la terribile guerra subita, affrontata e vinta contro i Persiani di Dario e del figlio Serse.
Il cantiere del primo Partenone fu interrotto proprio a causa della Prima Guerra Persiana; poi la vittoria dei Greci a Maratona nel 490 a.C., che dà nuovo impulso ai lavori che arrivano fino ad erigere una fila di colonne periptere.
Ma il pericolo non era cessato e tornò ad incombere sulla Grecia. Passate le Termopili, coraggiosamente difese da Leonida e i suoi trecento spartani, l’intera Attica fu invasa e devastata. Atene fu presa e data alle fiamme, ciò che era stato elevato del tempio gettato a terra.
I Greci vinceranno ancora a Salamina e a Platea, ributtando definitivamente fuori dalla Grecia i Persiani, ma la città era in rovina e, per la sua difesa, vennero erette nuove mura.
Per più di trent’anni il basamento del Partenone restò vuoto e le pietre sparse attorno furono raccolte e utilizzate per puntellare altre parti.
Fu Cimone, generale e eroe della guerra contro i Persiani, a far riprendere i lavori del tempio, affidandoli all’architetto Callicrate, a cui seguirà Ictino, quando la scena pubblica sarà in mano a Pericle, meno forte militarmente, ma dotato come politico.
Ictino apporta alcune modifiche al tempio ancora in costruzione, aumentando le sue dimensioni in modo che possa accogliere al suo interno la grande statua di Atena, alta 12 metri, in oro e avorio, che Fidia, il maggiore degli scultori del suo tempo, stava realizzando.
E’ nel 432 a.C. che il Partenone viene consacrato alla dea; un tempio completato da un ricco apparato scultoreo con scene e riferimenti alla storia politica presente che ne fanno, oltre che un luogo sacro, centro e simbolo della politica di Atene, la città contesa tra due divinità: Poseidone e Atena, sapiente e vincitrice.


ore 18
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Verranno riconosciuti i crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori.
Prosegue con un nuovo appuntamento il ciclo di incontri L’architettura per tutti. Topografia del sacro. Luoghi e santuari del mondo, la rassegna di divulgazione dell’architettura organizzata dalla Fondazione Benetton, a cura di J.K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e curatore dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa.
Il terzo appuntamento sarà dedicato al Partenone, Atene.
Il tempio dedicato ad Atena Parthènos si presenta a noi come un insieme di storie che s’intrecciano e si annodano evocando fatti del lontano passato, come la terribile guerra subita, affrontata e vinta contro i Persiani di Dario e del figlio Serse.
Il cantiere del primo Partenone fu interrotto proprio a causa della Prima Guerra Persiana; poi la vittoria dei Greci a Maratona nel 490 a.C., che dà nuovo impulso ai lavori che arrivano fino ad erigere una fila di colonne periptere.
Ma il pericolo non era cessato e tornò ad incombere sulla Grecia. Passate le Termopili, coraggiosamente difese da Leonida e i suoi trecento spartani, l’intera Attica fu invasa e devastata. Atene fu presa e data alle fiamme, ciò che era stato elevato del tempio gettato a terra.
I Greci vinceranno ancora a Salamina e a Platea, ributtando definitivamente fuori dalla Grecia i Persiani, ma la città era in rovina e, per la sua difesa, vennero erette nuove mura.
Per più di trent’anni il basamento del Partenone restò vuoto e le pietre sparse attorno furono raccolte e utilizzate per puntellare altre parti.
Fu Cimone, generale e eroe della guerra contro i Persiani, a far riprendere i lavori del tempio, affidandoli all’architetto Callicrate, a cui seguirà Ictino, quando la scena pubblica sarà in mano a Pericle, meno forte militarmente, ma dotato come politico.
Ictino apporta alcune modifiche al tempio ancora in costruzione, aumentando le sue dimensioni in modo che possa accogliere al suo interno la grande statua di Atena, alta 12 metri, in oro e avorio, che Fidia, il maggiore degli scultori del suo tempo, stava realizzando.
E’ nel 432 a.C. che il Partenone viene consacrato alla dea; un tempio completato da un ricco apparato scultoreo con scene e riferimenti alla storia politica presente che ne fanno, oltre che un luogo sacro, centro e simbolo della politica di Atene, la città contesa tra due divinità: Poseidone e Atena, sapiente e vincitrice.
giovedì 1° ottobre 2026

Topografia del sacro. Luoghi e santuari del mondo

Topografia del sacro. Luoghi e santuari del mondo