Il mare di spalle

domenica 12 Settembre 2010 — domenica 17 Ottobre 2010

La Fondazione patrocina la mostra del pittore Marco Tagliaro, Il mare di spalle. Un dipinto e le sue fasi preparatorie: disegni, acquarelli, oli, incisioni dal 2000 al 2010.
L’esposizione, incentrata su un grande dipinto a doppia faccia, che ritrae una grotta situata in una delle costole laviche che segnano l’isola di Alicudi, si snoda attraverso una serie di studi, eseguiti a disegno, ad acquarello e incisione (in numero complessivo di circa settanta fogli), che ricostruiscono le fasi preparatorie che hanno portato l’artista a realizzare l’opera nell’arco di dieci anni.

Nato a Mirano (Venezia) nel 1942, Marco Tagliaro si trasferisce nel 1966 nelle colline trevigiane, scegliendo quale sede di vita e di lavoro Combai, in sintonia con il suo linguaggio naturalista che lo porta a prediligere paesaggi e vedute.

Qui nasce nel 1967 il primo dipinto in statione (dal latino statio luogo di sosta e di meditazione). Nei decenni successivi l’artista passa per diverse esperienze, sempre con predilezione per la veduta e il paesaggio, ma arricchendo il suo bagaglio dall’indagine sulle persone.

Dal 1975 Tagliaro inizia a frequentare la Sicilia e le isole Eolie e dal 1981 trascorre i mesi tra la primavera e l’autunno ad Alicudi.

Nel 2000 egli è pronto per una nuova opera importante da realizzare in statione e, avendo quale riferimento ideale La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci, sceglie per soggetto una grotta dell’isola.

Con quest’opera, “lunga dieci anni”, Marco Tagliaro rende omaggio all’isola di cui è diventato anch’egli elemento tipico: un’opera d’arte di alto livello, per la tecnica impeccabile che restituisce l’ammirata emozione dell’artista per il paesaggio e la vicinanza alle fatiche e all’umanità degli isolani.

Il mare di spalle

domenica 12 Settembre 2010 — domenica 17 Ottobre 2010

La Fondazione patrocina la mostra del pittore Marco Tagliaro, Il mare di spalle. Un dipinto e le sue fasi preparatorie: disegni, acquarelli, oli, incisioni dal 2000 al 2010.
L’esposizione, incentrata su un grande dipinto a doppia faccia, che ritrae una grotta situata in una delle costole laviche che segnano l’isola di Alicudi, si snoda attraverso una serie di studi, eseguiti a disegno, ad acquarello e incisione (in numero complessivo di circa settanta fogli), che ricostruiscono le fasi preparatorie che hanno portato l’artista a realizzare l’opera nell’arco di dieci anni.

Nato a Mirano (Venezia) nel 1942, Marco Tagliaro si trasferisce nel 1966 nelle colline trevigiane, scegliendo quale sede di vita e di lavoro Combai, in sintonia con il suo linguaggio naturalista che lo porta a prediligere paesaggi e vedute.

Qui nasce nel 1967 il primo dipinto in statione (dal latino statio luogo di sosta e di meditazione). Nei decenni successivi l’artista passa per diverse esperienze, sempre con predilezione per la veduta e il paesaggio, ma arricchendo il suo bagaglio dall’indagine sulle persone.

Dal 1975 Tagliaro inizia a frequentare la Sicilia e le isole Eolie e dal 1981 trascorre i mesi tra la primavera e l’autunno ad Alicudi.

Nel 2000 egli è pronto per una nuova opera importante da realizzare in statione e, avendo quale riferimento ideale La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci, sceglie per soggetto una grotta dell’isola.

Con quest’opera, “lunga dieci anni”, Marco Tagliaro rende omaggio all’isola di cui è diventato anch’egli elemento tipico: un’opera d’arte di alto livello, per la tecnica impeccabile che restituisce l’ammirata emozione dell’artista per il paesaggio e la vicinanza alle fatiche e all’umanità degli isolani.

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