I nuovi paradigmi della decrescita: aspetti economici, sociali e culturali

martedì 10 Febbraio 2015

Il concetto di decrescita è relativamente nuovo. Il termine stesso «decrescita», riattualizzato nel 2001 per denunciare l’impostura dello sviluppo duraturo, è spesso provocatorio. Si tratta di mettere l’accento sull’urgenza di una constatazione: una crescita infinita della produzione e del consumo materiali non sono sostenibili in un mondo finito.

 

Dietro a questa idea di decrescita c’è, tuttavia, più di una provocazione. Una riflessione e un pensiero sono infatti in corso di elaborazione. In uno sforzo di ricerca collettivo, basato tanto sull’economia quanto sulla filosofia, la storia o la sociologia, intellettuali e accademici in tutto il mondo cercano di portare alla luce i principi e i contorni della società dell’abbondanza frugale alla quale aspirano.

 

Cogliendo l’occasione di una lezione che l’economista e filosofo francese Serge Latouche terrà per gli studenti nell’ambito del Progetto Articolo 9 della Costituzione, la Fondazione Benetton propone anche alla città un incontro con il professore.

 

Interverranno Marco Aime, antropologo e scrittore, docente di Antropologia Culturale presso l’Università di Genova, e Paolo Scroccaro, Associazione Eco Filosofica di Treviso.

Serge Latouche (12 gennaio 1940, Vannes) è un economista e filosofo francese; è professore emerito in Scienze economiche all’Università di Paris-Sud (Orsay) e all’Institut d’études du devoloppement économique et social (IEDES) di Parigi. È il principale promotore dell’idea di decrescita. Ha criticato l’idea di sviluppo e le nozioni di razionalità ed efficacia economica, rivendicando la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista.

 

In Italia sono stati pubblicati molti dei suoi scritti, tra cui per Bollati Boringhieri: L’occidentalizzazione del mondo (1992), La megamacchina (1995), La sfida di Minerva (2000), Il ritorno dell’etnocentrismo (2003), Come sopravvivere allo sviluppo (2005), Breve trattato sulla decrescita serena (2008), Come si esce dalla società dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita (2011), Per un’abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita (2012).

Per Feltrinelli: La scommessa della decrescita (2007).

I nuovi paradigmi della decrescita: aspetti economici, sociali e culturali

martedì 10 Febbraio 2015

Il concetto di decrescita è relativamente nuovo. Il termine stesso «decrescita», riattualizzato nel 2001 per denunciare l’impostura dello sviluppo duraturo, è spesso provocatorio. Si tratta di mettere l’accento sull’urgenza di una constatazione: una crescita infinita della produzione e del consumo materiali non sono sostenibili in un mondo finito.

 

Dietro a questa idea di decrescita c’è, tuttavia, più di una provocazione. Una riflessione e un pensiero sono infatti in corso di elaborazione. In uno sforzo di ricerca collettivo, basato tanto sull’economia quanto sulla filosofia, la storia o la sociologia, intellettuali e accademici in tutto il mondo cercano di portare alla luce i principi e i contorni della società dell’abbondanza frugale alla quale aspirano.

 

Cogliendo l’occasione di una lezione che l’economista e filosofo francese Serge Latouche terrà per gli studenti nell’ambito del Progetto Articolo 9 della Costituzione, la Fondazione Benetton propone anche alla città un incontro con il professore.

 

Interverranno Marco Aime, antropologo e scrittore, docente di Antropologia Culturale presso l’Università di Genova, e Paolo Scroccaro, Associazione Eco Filosofica di Treviso.

Serge Latouche (12 gennaio 1940, Vannes) è un economista e filosofo francese; è professore emerito in Scienze economiche all’Università di Paris-Sud (Orsay) e all’Institut d’études du devoloppement économique et social (IEDES) di Parigi. È il principale promotore dell’idea di decrescita. Ha criticato l’idea di sviluppo e le nozioni di razionalità ed efficacia economica, rivendicando la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista.

 

In Italia sono stati pubblicati molti dei suoi scritti, tra cui per Bollati Boringhieri: L’occidentalizzazione del mondo (1992), La megamacchina (1995), La sfida di Minerva (2000), Il ritorno dell’etnocentrismo (2003), Come sopravvivere allo sviluppo (2005), Breve trattato sulla decrescita serena (2008), Come si esce dalla società dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita (2011), Per un’abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita (2012).

Per Feltrinelli: La scommessa della decrescita (2007).

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