Fujimori Terunobu: l’architettura giapponese reinterpreta la camera da tè tradizionale

giovedì 30 Giugno 2022

Continua nel mese di giugno, con il secondo appuntamento, del ciclo di conferenze Arte e architettura giapponese.

J. K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e curatore dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa, parlerà di Fujimori Terunobu: l’architettura giapponese reinterpreta la camera da tè tradizionale, con un’appendice su Kuma Kengō, Andō Tadao e Isozaki Arata.

L’opera dell’architetto Fujimori è costellata di progetti di camere da tè, un tema a lui vicino anche perché affrontato varie volte nella veste di storico e successivamente riversato nella pratica progettuale secondo una interpretazione che si discosta dal pensiero tradizionale, per andare a indagare nel fondo di questo piccolo spazio e chiedersi così che significato possa avere la camera da tè oggi, nel nostro tempo presente.
L’idea di Fujimori si chiarisce ben presto nella successione che scandisce le varie realizzazioni: la camera da tè contemporanea è il simbolo dello spazio individuale, generato a partire dal proprio benessere interiore.
Sarà quindi uno spazio raccolto, essenziale e libero, perché la camera da tè è anche lo spazio della fantasia. Quella fantasia che sarà diversamente esercitata dagli altri architetti presentati nel corso della conferenza e che fa emergere un nuovo tema progettuale: la camera da tè come spazio minimo, ovvero come un piccolo spazio compiutamente composto.
Perché scendendo nel dettaglio, la mente “opera un movimento mentale più lungo”.

Riferimenti bibliografici consigliati:
Libri sulla cultura del tè
Okakura, Il libro del tè, Milano 1983.
Tollini, La cultura del tè in Giappone e la ricerca della perfezione, Torino 2014.
Su Fujimori
J.K. M. Pierconti, Terunobu Fujimori. Opere di architettura, Milano 2019.

Fujimori Terunobu: l’architettura giapponese reinterpreta la camera da tè tradizionale

giovedì 30 Giugno 2022

Continua nel mese di giugno, con il secondo appuntamento, del ciclo di conferenze Arte e architettura giapponese.

J. K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e curatore dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa, parlerà di Fujimori Terunobu: l’architettura giapponese reinterpreta la camera da tè tradizionale, con un’appendice su Kuma Kengō, Andō Tadao e Isozaki Arata.

L’opera dell’architetto Fujimori è costellata di progetti di camere da tè, un tema a lui vicino anche perché affrontato varie volte nella veste di storico e successivamente riversato nella pratica progettuale secondo una interpretazione che si discosta dal pensiero tradizionale, per andare a indagare nel fondo di questo piccolo spazio e chiedersi così che significato possa avere la camera da tè oggi, nel nostro tempo presente.
L’idea di Fujimori si chiarisce ben presto nella successione che scandisce le varie realizzazioni: la camera da tè contemporanea è il simbolo dello spazio individuale, generato a partire dal proprio benessere interiore.
Sarà quindi uno spazio raccolto, essenziale e libero, perché la camera da tè è anche lo spazio della fantasia. Quella fantasia che sarà diversamente esercitata dagli altri architetti presentati nel corso della conferenza e che fa emergere un nuovo tema progettuale: la camera da tè come spazio minimo, ovvero come un piccolo spazio compiutamente composto.
Perché scendendo nel dettaglio, la mente “opera un movimento mentale più lungo”.

Riferimenti bibliografici consigliati:
Libri sulla cultura del tè
Okakura, Il libro del tè, Milano 1983.
Tollini, La cultura del tè in Giappone e la ricerca della perfezione, Torino 2014.
Su Fujimori
J.K. M. Pierconti, Terunobu Fujimori. Opere di architettura, Milano 2019.

Videoregistrazioni

30 giugno 2022

Videoregistrazione della conferenza

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