Finché c’è prosecco c’è speranza

lunedì 27 Novembre 2017

Lo scrittoreFulvio Ervase il registaAntonio Padovanincontreranno il pubblico per presentare il filmFinché c’è prosecco c’è speranza, da fine ottobre in programmazione nei cinema italiani. L’opera è tratta dall’omonimo romanzo di Ervas (edito da Marcos y Marcos, 2010), autore insieme a Padovan e a Marco Pettenello anche della sceneggiatura.

 

Al centro della storia il celebre ispettore Stucky (interpretato da Giuseppe Battiston), metà veneto e metà persiano, protagonista di una serie di fortunati gialli di Fulvio Ervas.

Il conte Desiderio Ancillotto è proprietario di un vasto terreno dedicato alle vigne e di una gran bella villa, ma il suo modo di lavorare la terra, senza pesticidi e facendo “riposare” parte del terreno, è considerato da altri una pessima strategia d’affari. Ancillotto si suicida, però è comunque al centro delle indagini quando iniziano a venire uccise persone legate al cementificio che lui riteneva inquinasse la zona. A investigare sul caso c’è l’ispettore Stucky che con il suo fare placido e pacioso cerca di conquistare la chiusa gente del posto per arrivare alla verità. Nel mentre l’uomo affronta anche una questione privata, quella del lutto della madre e dell’ingombrante presenza del padre morto, la cui stanza in casa non vuole toccare nonostante l’insistenza dello zio Cyrus che sta ospitando.

Finché c’è prosecco c’è speranza

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Lo scrittoreFulvio Ervase il registaAntonio Padovanincontreranno il pubblico per presentare il filmFinché c’è prosecco c’è speranza, da fine ottobre in programmazione nei cinema italiani. L’opera è tratta dall’omonimo romanzo di Ervas (edito da Marcos y Marcos, 2010), autore insieme a Padovan e a Marco Pettenello anche della sceneggiatura.

 

Al centro della storia il celebre ispettore Stucky (interpretato da Giuseppe Battiston), metà veneto e metà persiano, protagonista di una serie di fortunati gialli di Fulvio Ervas.

Il conte Desiderio Ancillotto è proprietario di un vasto terreno dedicato alle vigne e di una gran bella villa, ma il suo modo di lavorare la terra, senza pesticidi e facendo “riposare” parte del terreno, è considerato da altri una pessima strategia d’affari. Ancillotto si suicida, però è comunque al centro delle indagini quando iniziano a venire uccise persone legate al cementificio che lui riteneva inquinasse la zona. A investigare sul caso c’è l’ispettore Stucky che con il suo fare placido e pacioso cerca di conquistare la chiusa gente del posto per arrivare alla verità. Nel mentre l’uomo affronta anche una questione privata, quella del lutto della madre e dell’ingombrante presenza del padre morto, la cui stanza in casa non vuole toccare nonostante l’insistenza dello zio Cyrus che sta ospitando.

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