Elogio della leggerezza

Landscapes
venerdì 15 Maggio 2026

A maggio prosegue la rassegna Landscapes con il recital pianistico di Roberto Prosseda, Elogio della leggerezza. Un viaggio tra le pagine di Mozart, Mendelssohn, Chopin.

«Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore…». Le parole di Italo Calvino non finiscono mai di parlare all’uomo contemporaneo: allo stesso modo, l’arte cerca senza sosta di scuoterlo da abitudini ormai cristallizzate e da pesi che impediscono al cuore di sollevarsi e all’anima di respirare.

Lungi dal segnare una linea di confine che esclude la musica cosiddetta “colta”, la leggerezza è concetto trasversale, capace di attraversare i generi e i linguaggi. Leggerezza come assenza di fronzoli e orpelli, come linearità del pensiero musicale, come semplicità che non significa banalità, ma immediatezza nell’espressione e nel toccare gli animi.

Caratteristiche che uniscono i tre autori evocati da Roberto Prosseda in questo prezioso programma di recital: dal Mozart della Fantasia in re minore e della luminosa Sonata K330, al Mendelssohn dei Lieder Ohne Worte e del Rondò capriccioso, per poi dedicare l’intera seconda parte ad alcune tra le pagine più liriche di Chopin.

Brani brevi, dove ogni movimento racchiude in sé una piccola storia, e dove a farla da padrone è la mobilità degli stati d’animo, capaci, come le dita sulla tastiera, di mutare il peso in sogno e leggerezza.

Elogio della leggerezza

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venerdì 15 Maggio 2026

A maggio prosegue la rassegna Landscapes con il recital pianistico di Roberto Prosseda, Elogio della leggerezza. Un viaggio tra le pagine di Mozart, Mendelssohn, Chopin.

«Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore…». Le parole di Italo Calvino non finiscono mai di parlare all’uomo contemporaneo: allo stesso modo, l’arte cerca senza sosta di scuoterlo da abitudini ormai cristallizzate e da pesi che impediscono al cuore di sollevarsi e all’anima di respirare.

Lungi dal segnare una linea di confine che esclude la musica cosiddetta “colta”, la leggerezza è concetto trasversale, capace di attraversare i generi e i linguaggi. Leggerezza come assenza di fronzoli e orpelli, come linearità del pensiero musicale, come semplicità che non significa banalità, ma immediatezza nell’espressione e nel toccare gli animi.

Caratteristiche che uniscono i tre autori evocati da Roberto Prosseda in questo prezioso programma di recital: dal Mozart della Fantasia in re minore e della luminosa Sonata K330, al Mendelssohn dei Lieder Ohne Worte e del Rondò capriccioso, per poi dedicare l’intera seconda parte ad alcune tra le pagine più liriche di Chopin.

Brani brevi, dove ogni movimento racchiude in sé una piccola storia, e dove a farla da padrone è la mobilità degli stati d’animo, capaci, come le dita sulla tastiera, di mutare il peso in sogno e leggerezza.

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