Dalla parte del fuoco

giovedì 23 Febbraio 2023 — venerdì 24 Febbraio 2023

Il tema dell’edizione 2023 delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio ruota attorno alla parola “fuoco”.
In un momento in cui incendi di ampiezza e intensità inimmaginabili solo pochi anni divampano in tutto il mondo e sembrano annunciare un’imminente Apocalisse, risulta ormai evidente come, paradossalmente, quelli più violenti siano causati anche dall’assenza di tutti quegli incendi, naturali o antropogenici, comunque controllati, ai quali i paesaggi si erano adattati, e dal conseguente degrado ecologico accompagnato a uno smisurato accumulo di materiale combustibile. Analogamente, eruzioni vulcaniche tanto spettacolari quanto distruttive interessano sempre più territori abitati, bloccando le attività di intere regioni e mettendo in pericolo la vita stessa di molte persone.
In questo scenario, nel quale ancora una volta è il comportamento umano a rivelarsi problematico, è necessario ricollocare il fuoco nella discussione sul futuro della Terra, assumendo un nuovo approccio che si basi su un’idea di coesistenza e non su forme di contrapposizione. Il fuoco costituisce infatti un elemento che non è immaginabile escludere dal nostro ambiente di vita; è dunque necessario promuovere questa vicinanza in termini di visioni progettuali e di cura del paesaggio che tengano conto della sua ecologia, sappiano recuperare conoscenze e pratiche tradizionali in modo inventivo, siano coraggiose nel sostituire i combustibili fossili con altre fonti di energia. In questo senso risulta necessario uno sguardo nuovo che può maturare attraverso il dialogo con il mondo delle scienze naturali e umane, e delle arti.

Le Giornate di studio saranno precedute, venerdì 17 febbraio, dalla conferenza online di anteprima Cultivated by Fire di Kate Cullity.

Dalla parte del fuoco

giovedì 23 Febbraio 2023 — venerdì 24 Febbraio 2023

Il tema dell’edizione 2023 delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio ruota attorno alla parola “fuoco”.
In un momento in cui incendi di ampiezza e intensità inimmaginabili solo pochi anni divampano in tutto il mondo e sembrano annunciare un’imminente Apocalisse, risulta ormai evidente come, paradossalmente, quelli più violenti siano causati anche dall’assenza di tutti quegli incendi, naturali o antropogenici, comunque controllati, ai quali i paesaggi si erano adattati, e dal conseguente degrado ecologico accompagnato a uno smisurato accumulo di materiale combustibile. Analogamente, eruzioni vulcaniche tanto spettacolari quanto distruttive interessano sempre più territori abitati, bloccando le attività di intere regioni e mettendo in pericolo la vita stessa di molte persone.
In questo scenario, nel quale ancora una volta è il comportamento umano a rivelarsi problematico, è necessario ricollocare il fuoco nella discussione sul futuro della Terra, assumendo un nuovo approccio che si basi su un’idea di coesistenza e non su forme di contrapposizione. Il fuoco costituisce infatti un elemento che non è immaginabile escludere dal nostro ambiente di vita; è dunque necessario promuovere questa vicinanza in termini di visioni progettuali e di cura del paesaggio che tengano conto della sua ecologia, sappiano recuperare conoscenze e pratiche tradizionali in modo inventivo, siano coraggiose nel sostituire i combustibili fossili con altre fonti di energia. In questo senso risulta necessario uno sguardo nuovo che può maturare attraverso il dialogo con il mondo delle scienze naturali e umane, e delle arti.

Le Giornate di studio saranno precedute, venerdì 17 febbraio, dalla conferenza online di anteprima Cultivated by Fire di Kate Cullity.

Programma

Prima giornata

Giovedì 23 febbraio

ore 10.00–10.30

Introduzione alle giornate di studio 2023, Luigi Latini e Simonetta Zanon

ore 10.30–13.30

Riti e rappresentazioni

Le fiamme dei santi. Riti e simbolismi del fuoco in Europa, Ignazio Buttitta (docente di Etnologia europea, Università di Palermo-ISPC/CNR)

L’arte del fuoco nascosto, Nadia Breda (docente di Antropologia culturale, Università di Firenze)

Fieldworks: Fire, Carlos Casas (regista, program director Fabrica)

Falene attratte dalla luce: l’anello del fuoco come calamita sociale, Robin Winogrond (architetta paesaggista e urbanista, Zurigo)

ore 15–17.30

Paradossi

Città, grandi incendi e nuove identità urbane, Pelin Bolca (assegnista di ricerca, Politecnico di Torino), Rosa Tamborrino (docente di Storia dell’architettura, Politecnico di Torino)

Una storia di fuoco: il ruolo degli incendi nell’evoluzione della vita, Davide Ascoli (docente di Assestamento forestale e selvicoltura, Università di Torino)

Le quattro stagioni del fuoco (diario dell’incendio del Montiferru), Enrico Pau (regista, Cagliari)

ore 17.30

Proiezione del film  O que arde – verrà il fuoco di Oliver Laxe (Spagna, 2019, 93’)

Seconda giornata

Venerdì 24 febbraio

 ore 10–13-30

Sotto il vulcano

Vulcani e paesaggi vulcanici, Donatella De Rita (vulcanologa e scrittrice, Roma)

La montagna di fuoco, Leonardo Caffo (filosofo ambientale, Nuova Accademia di Belle Arti, Milano)

Etna, Patrimonio mondiale dell’Umanità, Salvatore Caffo (vulcanologo, dirigente Ente Parco dell’Etna, Catania)

La Palma: eruzioni e nuovi paesaggi, Juan Manuel Palerm (Università di Las Palmas de Gran Canaria)

Un vulcano nell’orecchio, Xabier Erkizia (sound artist, Bera, Paesi Baschi)

ore 15-17.30

Coltivazioni

Bruciare per preservare. Il caso delle savane dell’Isola de La Réunion, Serge Briffaud (professore alla Scuola Nazionale di Architettura e Paesaggio di Bordeaux, ricercatore presso il laboratorio Passages del CNRS) e Quentin Rivière (dottorando di ricerca, Université de La Réunion)

Il fuoco nella costruzione e cura del giardino, Véronique Mure (Botanique – Jardins – Paysages, Nîmes)

Radicepura, tra fuoco e fertilità, Antonio Perazzi (paesaggista e scrittore, Studio Antonio Perazzi, Milano)

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