Copper Mountains

mercoledì 23 Ottobre 2019

Karabaš, nella regione di Čeljabinsk,è una piccola città situata nei monti Urali meridionali, nei pressi di una delle aree industriali più inquinate di tutta la Russia.L’impatto delle fabbriche in cui viene trattato il rame ha effetti devastanti sul territorio:gli alberi non hanno più chiome,i bacini idrici si infettano, l’aria si riempie di fitte nubi di gas tossici. La popolazione locale, economicamente dipendente dagli enormi impianti, si ammala sempre più di frequente e si riduceanno dopo anno per effetto del drastico abbassamento dell’aspettativa di vita.

La gravità della situazione è evidente: quello filmato da Carolin Koss a oltre 2000 km dalla sua Helsinki, pur senza ricorrere a toni sensazionalistici, ha tutto l’aspetto di un paesaggio post-apocalittico, in cui le persone che stanno sotto il cielo plumbeo, e specialmentegli anziani (i più rassegnati), paiono davvero i sopravvissuti di un disastro ecologico irreversibile.

 

Interviene Gloria Aura Bortolini, regista, direttore artistico Edera Film Festival

Copper Mountains

mercoledì 23 Ottobre 2019

Karabaš, nella regione di Čeljabinsk,è una piccola città situata nei monti Urali meridionali, nei pressi di una delle aree industriali più inquinate di tutta la Russia.L’impatto delle fabbriche in cui viene trattato il rame ha effetti devastanti sul territorio:gli alberi non hanno più chiome,i bacini idrici si infettano, l’aria si riempie di fitte nubi di gas tossici. La popolazione locale, economicamente dipendente dagli enormi impianti, si ammala sempre più di frequente e si riduceanno dopo anno per effetto del drastico abbassamento dell’aspettativa di vita.

La gravità della situazione è evidente: quello filmato da Carolin Koss a oltre 2000 km dalla sua Helsinki, pur senza ricorrere a toni sensazionalistici, ha tutto l’aspetto di un paesaggio post-apocalittico, in cui le persone che stanno sotto il cielo plumbeo, e specialmentegli anziani (i più rassegnati), paiono davvero i sopravvissuti di un disastro ecologico irreversibile.

 

Interviene Gloria Aura Bortolini, regista, direttore artistico Edera Film Festival

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