Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disastro nucleare

venerdì 11 Marzo 2022

La riflessione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio sul tema Abbandoni. Il paesaggio e la pienezza del vuoto prosegue con un incontro extra, con Anaïs Tondeur, artista visuale, e Michael Marder, filosofo ambientale, a partire dalle suggestioni del volume Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disastro nucleare (Mimesis Edizioni, 2021).

A trentacinque anni dalla più grande catastrofe nucleare della storia, Chernobyl Herbarium ripercorre il lascito di questo drammatico evento con una narrazione in cui i frammenti poetici di Michael Marder si intrecciano ai delicati fotogrammi vegetali di Anaïs Tondeur. Parlare della vita dopo Chernobyl, luogo dell’abbandono dove il tempo si è fermato, significa pensare l’impensabile e rappresentare l’irrappresentabile di una “coscienza esplosa”, di qui la scelta narrativa del volume, per frammenti, e un uso dell’immagine che ne restituisce il più fedelmente possibile l’anima ferita: né fotografie né dipinti, ma delicate immagini di piante irradiate, fotogrammi generati dalle impronte dirette di campioni d’erbario radioattivi disposti su carta fotosensibile.

Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disastro nucleare

venerdì 11 Marzo 2022

La riflessione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio sul tema Abbandoni. Il paesaggio e la pienezza del vuoto prosegue con un incontro extra, con Anaïs Tondeur, artista visuale, e Michael Marder, filosofo ambientale, a partire dalle suggestioni del volume Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disastro nucleare (Mimesis Edizioni, 2021).

A trentacinque anni dalla più grande catastrofe nucleare della storia, Chernobyl Herbarium ripercorre il lascito di questo drammatico evento con una narrazione in cui i frammenti poetici di Michael Marder si intrecciano ai delicati fotogrammi vegetali di Anaïs Tondeur. Parlare della vita dopo Chernobyl, luogo dell’abbandono dove il tempo si è fermato, significa pensare l’impensabile e rappresentare l’irrappresentabile di una “coscienza esplosa”, di qui la scelta narrativa del volume, per frammenti, e un uso dell’immagine che ne restituisce il più fedelmente possibile l’anima ferita: né fotografie né dipinti, ma delicate immagini di piante irradiate, fotogrammi generati dalle impronte dirette di campioni d’erbario radioattivi disposti su carta fotosensibile.

Videoregistrazioni

venerdì 11 marzo 2022

Videoregistrazione dell’incontro

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