Canto per Europa

Prosegue Landscapes, la nuova rassegna di musica, teatro, incontri organizzata dalla Fondazione Benetton e dall’associazione culturale almamusica433, con lo spettacolo di e con Paolo Rumiz e con gli attori: Lara Komar, Giorgio Monte.
Musicisti: Aleksandar Karlic, oud, chitarra, def, duduk, voce Vangelis Merkouris, oud, bouzouki, voce.
Regia: Franco Però, co-produzione: Intesa Sanpaolo / The Italian Literary Agency. Musiche popolari tradizionali: Samay Bayati, Politiko, Uskudar, Hariklaki, Thalassaki, Simera, Misirlou, Pentatonica Epiriota, Maqam Lammi, Sve pticice zapjevale, Bahia blanca, Carlos Di Sarli.

Una giovane siriana, profuga di guerra, fugge sulla barca a vela di quattro uomini assetati di miti. La ragazza si chiama Europa.
Paolo Rumiz riscrive al femminile l’epica del nostro continente, mescolando mito, viaggio, storia e mistero alle tragedie dell’attualità. Si interroga sulle sue origini, sui suoi valori, sui suoi strappi e sulle sue lacerazioni.
È una storia scritta di notte, e questo non è un dettaglio: nel buio, attorno al fuoco, sono nati i racconti delle nostre radici. Di queste narrazioni fondanti, Canto per Europa ha il ritmo e il respiro.
L’opera di un autore che da sempre raccontala necessità di essere cittadini del mondo.
«Una cintura di costellazioni ornava le murate della barca come segno di augurio per il viaggio».

Canto per Europa

Prosegue Landscapes, la nuova rassegna di musica, teatro, incontri organizzata dalla Fondazione Benetton e dall’associazione culturale almamusica433, con lo spettacolo di e con Paolo Rumiz e con gli attori: Lara Komar, Giorgio Monte.
Musicisti: Aleksandar Karlic, oud, chitarra, def, duduk, voce Vangelis Merkouris, oud, bouzouki, voce.
Regia: Franco Però, co-produzione: Intesa Sanpaolo / The Italian Literary Agency. Musiche popolari tradizionali: Samay Bayati, Politiko, Uskudar, Hariklaki, Thalassaki, Simera, Misirlou, Pentatonica Epiriota, Maqam Lammi, Sve pticice zapjevale, Bahia blanca, Carlos Di Sarli.

Una giovane siriana, profuga di guerra, fugge sulla barca a vela di quattro uomini assetati di miti. La ragazza si chiama Europa.
Paolo Rumiz riscrive al femminile l’epica del nostro continente, mescolando mito, viaggio, storia e mistero alle tragedie dell’attualità. Si interroga sulle sue origini, sui suoi valori, sui suoi strappi e sulle sue lacerazioni.
È una storia scritta di notte, e questo non è un dettaglio: nel buio, attorno al fuoco, sono nati i racconti delle nostre radici. Di queste narrazioni fondanti, Canto per Europa ha il ritmo e il respiro.
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