Indagine sulle ricadute delle teorie multispeciste e postumaniste nel progetto di paesaggio
edizione 2024/2025
Federica Andreoni
Borsa di studio sul paesaggio
edizione 2024/2025
Area tematica
Progetto di paesaggio
Tutor
Simonetta Zanon
responsabile area Progetti paesaggio
Luigi Latini
presidente del Comitato scientifico
La ricerca ha avuto come oggetto il progetto di paesaggio contemporaneo alla luce delle teorie multispeciste e postumaniste. A fronte di una riflessione teorica ormai piuttosto consolidata e sfaccettata, finora si è riflettuto poco – e sperimentato forse ancora meno – sui risvolti concreti di queste nuove consapevolezze nella progettazione degli spazi. Per le sue caratteristiche intrinseche, il progetto del paesaggio è probabilmente il campo più fertile per l’attuazione dei principi di coesistenza, coabitazione e collaborazione interspecista. Riconoscendo agency a volontà ulteriori a quella umana e rinvenendo in tutte le componenti contestuali un carattere operante, il paesaggio non può che essere inteso in termini performativi. Il progetto e la capacità di configurazione spaziale non sono dunque appannaggio esclusivo del paesaggista, ma possono essere condivisi, in forme di co-autorialità, con altre specie e persino con elementi non viventi. Grazie anche a un preliminare inquadramento teorico, la ricerca identifica e rilegge alcuni progetti che, adottando come strategie l’indeterminatezza, l’incompiutezza e l’apertura di possibilità, hanno saputo favorire e innescare il potenziale configurativo di attori della sfera del più-che-umano. Attraverso alcuni esempi – senza pretesa di esaustività – l’esito della ricerca si esplica nell’individuazione di tre attitudini progettuali, corrispondenti a tre diverse forme di collaborazione tra il paesaggista e gli elementi altri, che mettono a fuoco possibili manifestazioni del progetto di paesaggio in chiave postumanista e multispecista.
La ricerca ha dato origine nel 2026 a una pubblicazione edita dalla casa editrice Armillaria, nella collana #LGE dedicata all’Antropocene.
Federica Andreoni, Architetta e PhD in Architettura del Paesaggio, è ricercatrice indipendente. Ha svolto attività accademiche e professionali tra Roma, São Paulo, Santiago, Oporto e Milano. Ha insegnato presso Sapienza Università di Roma e UNICAM e svolto ricerca con borse e programmi internazionali, tra cui una residenza CheFare/MiBACT-SIAE (2019–20) conclusa con una pubblicazione per Il Saggiatore, e ha pubblicato una monografia nel 2024. Come cofondatrice dello studio Gnomone (2013-21) ha vinto il Premio CNAPPC 2019 e sviluppato progetti per il MAXXI, la Soprintendenza delle Marche e il Comune di Amsterdam. Ha curato e coordinato programmi culturali e mostre per la Real Academia de España en Roma (2018-2024). È stata membro di redazione per AR e autrice su riviste come Artribune e Il Giornale dell’Architettura.
La sua ricerca si concentra su spazio pubblico, cultura del progetto contemporaneo e pratiche multispecie, con un approccio transdisciplinare e critico. Vive e lavora tra Roma e le Marche.
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