I palazzi Bomben e Caotorta, nel centro storico di Treviso, tra via Cornarotta e il corso d’acqua La Roggia, ospitano la sede istituzionale della Fondazione Benetton Studi Ricerche. Con le rispettive dipendenze e i relativi spazi aperti, costituiscono un luogo ideale per accogliere sia il lavoro scientifico che le iniziative pubbliche della Fondazione.
Palazzo Caotorta è in particolare sede del lavoro scientifico ed editoriale e del centro documentazione.
Palazzo Bomben, con l’auditorium di circa 150 posti e un intero piano, di circa 350 metri quadri, dedicato ad attività espositive, è sede di alcune delle iniziative culturali programmate dalla Fondazione.
I palazzi Bomben e Caotorta, nel centro storico di Treviso, tra via Cornarotta e il corso d’acqua La Roggia, ospitano la sede istituzionale della Fondazione Benetton Studi Ricerche. Con le rispettive dipendenze e i relativi spazi aperti, costituiscono un luogo ideale per accogliere sia il lavoro scientifico che le iniziative pubbliche della Fondazione.
Palazzo Caotorta è in particolare sede del lavoro scientifico ed editoriale e del centro documentazione.
Palazzo Bomben, con l’auditorium di circa 150 posti e un intero piano, di circa 350 metri quadri, dedicato ad attività espositive, è sede di alcune delle iniziative culturali programmate dalla Fondazione.
Indirizzo
via Cornarotta 7-9, 31100 Treviso
T 0422 512103, fax 0422 579483
Orario di apertura al pubblico
dal lunedì al venerdì ore 9-13 / 14-17.30
Informazioni: fbsr@fbsr.it

Ambedue i palazzi sorgono su antichi edifici, databili al XIV-XV secolo, in parte incorporati nelle modificazioni successive, avvenute fino alla metà del XX secolo. La situazione odierna corrisponde agli ultimi lavori significativi, del 1936 per il palazzo Bomben e della fine del XIX secolo per il palazzo Caotorta. Nel 1944 la parte posteriore di palazzo Bomben fu colpita da un bombardamento, che ha portato al successivo crollo della copertura, dei solai e di parte delle murature.
L’insieme è stato restituito a nuova vita da un complesso e prestigioso intervento coordinato dall’architetto Tobia Scarpa tra il 2002 e il 2003. Tutti gli spazi esterni, di pertinenza della Fondazione, ma aperti al pubblico e collegati alla città anche da una passerella sulla Roggia, hanno preso la forma di un vero e proprio giardino urbano con accesso ai soli pedoni, disegnato e realizzato nel 2004 da Domenico Luciani, con la collaborazione di Ippolito Pizzetti e di Luigi Latini.
Nel 1999, quando iniziarono i lavori di restauro di palazzo Bomben, coordinati dall’architetto Tobia Scarpa, i danni causati dal bombardamento aereo del 7 aprile 1944 erano poca cosa rispetto a quelli dovuti allo stato di abbandono in cui versava l’edificio, che aveva subito il cedimento del tetto e dei solai dell’ala nord. Solo dopo un’attenta fase di recupero dei materiali crollati si poté procedere nella ristrutturazione, che si concluse nel 2003.
Poco si salvò dell’originaria ala settentrionale, dalla quale è stato ricavato il moderno auditorium. Rimase invece inalterato l’ampio atrio di ingresso, caratterizzato da due grandi aperture ad arco, chiuse ora con due portali in vetro che conducono a due cortili. Il più piccolo, disposto sul lato sinistro del complesso, ospita oggi una scultura dell’architetto Carlo Scarpa, dono del figlio Tobia alla Fondazione. L’altro arco conduce all’ampio giardino che si estende fino a lambire le acque della Roggia e che unisce palazzo Bomben a palazzo Caotorta.
Oggi i rinnovati spazi di Palazzo Bomben ospitano, grazie alla disponibilità di un auditorium, di un’aula seminari, di sale espositive e del giardino, alcune delle iniziative pubbliche di carattere scientifico e divulgativo organizzate dalla Fondazione stessa o in collaborazione con altri enti e associazioni, e intendono anche offrire alla città ambienti adatti a momenti pubblici culturali di diversa natura.
Soffitto cinquecentesco nella sala delle Vedute

Gli spazi della Fondazione Benetton Studi Ricerche, ricchi di valore storico e culturale, sono a disposizione anche per l’organizzazione di eventi, sia pubblici che privati.
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